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STATO DI AGITAZIONE DEGLI OPERATORI SANITARI CONTRO IL DEPOTENZIAMENTO DEL VITTORIO EMANUELE

Salute

STATO DI AGITAZIONE DEGLI OPERATORI SANITARI CONTRO IL DEPOTENZIAMENTO DEL VITTORIO EMANUELE

Sindacati e operatori sanitari insieme per contrastare il depotenziamento dell'ospedale Vittorio Emanuele. All'assemblea di ieri pomeriggio, convocata dalle sigle sindacali, c'erano infer...

Graziano Amato

09 Novembre 2022 14:20

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Sindacati e operatori sanitari insieme per contrastare il depotenziamento dell'ospedale Vittorio Emanuele. All'assemblea di ieri pomeriggio, convocata dalle sigle sindacali, c'erano infermieri, oss, osa, amministrativi. Non si sono visti medici che, secondo qualcuno, "non si lamentano perché hanno le tasche piene di indennità aggiuntive", quelle che gli operatori chiedono da tantissimo tempo. Si è discusso della stabilizzazione di tutti quei precari a cui scadrà il contratto il prossimo 31 dicembre, la ricognizione del personale non ancora pubblicata in Gazzetta, il potenziamento dei servizi e la riapertura dei reparti. Nelle prossime ore potrebbe essere proclamato lo stato di agitazione mentre il prossimo 16 novembre si terrà un sit - in di protesta, quando al comune arriverà il direttore generale dell'Asp di Caltanissetta Alessandro Caltagirone. L'ospedale è ridotto ai minimi termini. Secondo un'indagine del Nursind al nove ottobre si contavano 43 ricoverati su 217 posti letto disponibili. Migrano i medici, gli operatori sanitari spesso oggetto di trasferimenti, ma soprattutto i pazienti. I medici non vogliono venire a Gela. Le condizioni e i concorsi non sono per nulla allettanti. Con soli 3 ortopedici capita, ad esempio, che bisogna decidere se dare priorità alla frattura di un femore e di un dito. O ancora succede che, dopo il pensionamento del primario di ostetricia, le pazienti vengono dirottate a Catania anche per una semplice isterectomia.di Graziano Amato

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