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Alla Regione centrodestra spaccato: ricadute anche tra gli schieramenti di Gela

Politica

Alla Regione centrodestra spaccato: ricadute anche tra gli schieramenti di Gela

Al centro delle polemiche la norma salva ineleggibili

Graziano Amato

02 Febbraio 2024 13:33

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La crisi del centrodestra passa anche dalla provincia di Caltanissetta. È ancora presto per capire se la spaccatura dei partiti di governo sarà insanabile o meno. È sicuro, però, che ha già prodotto i primi effetti, a meno di 48 ore dalla prova d'aula che ha confermato le tensioni che aleggiavano da giorni. Al centro delle polemiche la norma salva ineleggibili, prova di forza che ha visto sconfitto il partito di Giorgia Meloni. Non è bastata la mediazione del presidente Renato Schifani che nelle ore precedenti alla seduta ha riunito la coalizione, senza risultati. A Sala d'Ercole con il voto segreto si sono palesati 10 franchi tiratori: 34 voti contrari, 30 favorevoli ma in aula c'erano 24 deputati delle opposizioni.

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Il clima è quello di crisi di governo, che potrebbe prendere diverse vie tra divisioni che restano profonde, a 4 mesi dalle elezioni europee e comunali. Una crisi che ha già provocato i primi timidi effetti in provincia di Caltanissetta con  il rinvio del tavolo di centrodestra che si sarebbe dovuto tenere questo fine settimana. Lo stop alla norma salva ineleggibili proietta sempre più il coordinatore cittadino di fratelli d'Italia all'Ars. I giudici del tribunale di Palermo hanno accolto il ricorso popolare contro l'elezione del deputato meloniano Giuseppe Catania che presenterà appello. Una questione che ha già inclinato i rapporti tra la segreterie di partito.

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C'è fermento in casa centrodestra, potrebbe saltare la proiezione di un candidato meloniano in città e uno forzista per Caltanissetta. Fratelli d'Italia contro tutti? Potrebbe essere un opzione, con gli altri schieramenti pronti a scendere in campo uniti, ma a loro volta impelagati nella scelta dell'eventuale candidato a sindaco che dovrà tenere conto di almeno 3 disponibilità tra Lega, Forza Italia e Democrazia Cristiana, su cui non sarà semplice fare sintesi. In queste ore c'è anche chi azzarderebbe a un esperimento tutto locale, con una pax tra le anime del centrodestra in contrapposizione al modello regionale, attualmente in piena crisi. Bisognerà capire se il laboratorio politico siciliano anticiperà scenari nazionali. La spaccatura del centrodestra passa anche dalla nomina dei manager sanitari. Uno degli effetti potrebbe essere la revoca cautelativa di Asp del provvedimento di project financig per il nuovo ospedale a Ponte Olivo? È solo una supposizione. Sul piano prettamente politico le opposizioni ottengono un risultato significativo, contro la norma «salva -ineleggibili» in primis ma anche sulle dinamiche elettorali in vista delle elezioni della prossima primavera. Oggi si riunirà l'agorà. Sulla scrivania del coordinatore regionale del M5S Nuccio Di Paola ci saranno i nomi dei candidati a sindaco espressione delle forze progressiste. I moderati fanno un passo indietro, rumors parlano di incomprensioni in casa PD, soprattutto sul metodo di scelta del nome da presentare al tavolo di stasera. La sintesi non è scontata, il totonome impazza e la politica è in fermento.

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