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Uccisa a Gela con calci e pugni, arrestato il convivente. Il procuratore: "Ammazzata a mani nude"

Cronaca

Uccisa a Gela con calci e pugni, arrestato il convivente. Il procuratore: "Ammazzata a mani nude"

Emergono altri dettagli dal femminicidio avvenuto nel quartiere San Giacomo

Redazione

07 Ottobre 2025 15:20

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Veronica Abaza, la cittadina rumena di 64 anni uccisa il 17 settembre a Gela, sarebbe stata uccisa dal convivente 40enne connazionale con pugni, calci e traumi provocati alla testa. Lo sostengono i carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta, che oggi in conferenza stampa, insieme con il procuratore di Gela Salvatore Vella, hanno illustrato le indagini che hanno portato all'arresto dell'uomo. All'indagato sono state contestate le aggravanti di aver commesso il fatto nei confronti di una persona convivente o comunque legata da relazione affettiva. Le ecchimosi diffuse sul corpo della vittima e i rilievi tecnici effettuati sulla scena del femminicidio hanno spinto fin da subito gli investigatori verso una teoria diversa da quella della morte per altre cause.

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L'autopsia sul corpo della vittima ha confermato i sospetti dei carabinieri e della Procura: secondo quanto accertato dal medico legale, infatti, la causa del decesso sarebbe da ricondurre ad un "grave politrauma cranico-encefalico e toraco-addominale chiuso, condizionante una insufficienza cardiaca", lesioni da ricondurre "a natura traumatica e all'azione meccanica violenta di terzi, esercitata - dicono i militari - con pugni e calci ma anche per urto della testa contro una struttura rigida", mentre sul torace e sull'addome sarebbero stati realizzati "meccanismi di compressione e schiacciamento".

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