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Trombosi e miocardite: i rischi del vaccino Covid in uno studio su 99 milioni di vaccinati

Salute

Trombosi e miocardite: i rischi del vaccino Covid in uno studio su 99 milioni di vaccinati

Si continua a studiare sull'impatto dei vaccini

Redazione

16 Marzo 2024 23:01

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Durante la pandemia di Covid gli effetti collaterali e le reazioni avverse innescati dal vaccino sono stati ampiamente dibattuti.. Ancora oggi circolano moltissimi meme su internet - in particolar modo sui social network - con informazioni distorte, fuorvianti o del tutto false sulle "conseguenze" della vaccinazione. Al di là delle polemiche, gli esperti di epidemiologia hanno continuato a valutare approfonditamente (e continuano a farlo) l'impatto dei vaccini contro la diffusione del coronavirus nel corso degli anni, determinandone con sempre maggior precisione costi e benefici. Un nuovo studio, il più grande mai effettuato sulla sicurezza di questi medicinali, ha fatto emergere l'incidenza di eventi avversi come trombosi, pericardite, miocardite e altre condizioni balzate agli onori della cronaca in ben 99 milioni di individui dopo la vaccinazione. Prima di addentrarci nei risultati, indubbiamente interessanti, è doveroso fare una premessa su ciò che hanno rappresentato questi vaccini nella lotta a un patogeno che, ad oggi, ha ucciso (ufficialmente) circa 7 milioni di persone.

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I vaccini anti Covid sono stati valutati come sicuri ed efficaci da approfonditi trial clinici e per questo i principali enti regolatori sanitari li hanno approvati per combattere la pandemia di Covid. È grazie ai vaccini che sono state prevenute decine di milioni di vittime e siamo riusciti a uscire dalla fase più critica delle ondate, tra lockdown e altre misure draconiane. Secondo un team di epidemiologi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 2020 a oggi oltre 1 milione di europei con più di 60 anni hanno avuto salva la vita grazie ai vaccini anti Covid.

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Queste ricerche mostrano chiaramente l'estrema efficacia dei vaccini contro l'infezione da coronavirus, ma come per ogni altro medicinale non esiste un rischio zero. L'approvazione, infatti, è legata sempre a un delicato equilibrio tra costi e benefici. È proprio per questo che risulta fondamentale la sorveglianza sui farmaci anche dopo l'immissione in commercio, attraverso gli studi di Fase 4. Essi, infatti, sono in grado di far emergere con maggiore chiarezza l'incidenza di eventuali effetti collaterali e reazioni avverse, in virtù del gran numero di persone coinvolte. Ciò è ancor più vero per quelli rari. È esattamente ciò che si prefissato di fare il Global Vaccine Data Network (GVDN), che attraverso il progetto Global Covid Vaccine Safety (GcoVS) ha valutato a fondo i tassi di incidenza di 13 condizioni (cardiache, ematiche e neurologiche) mettendo a confronto quelli emersi dopo la vaccinazione e quelli attesi in assenza del vaccino. In altri termini, hanno valutato quanto i vaccini hanno aumentato il rischio delle condizioni esaminate, andando a caccia di quelli che gli epidemiologi chiamano "segnali di sicurezza".

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