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Titolo sul sostegno conseguito all’estero: il Tar Lazio accoglie il ricorso e reintegra la docente

Scuola

Titolo sul sostegno conseguito all’estero: il Tar Lazio accoglie il ricorso e reintegra la docente

E' valido anche in Italia

Redazione

19 Giugno 2025 15:40

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Con un decreto monocratico il Tar Lazio ha accolto l'istanza cautelare presentata dallo Studio Legale Leone-Fell & C., disponendo la sospensione del provvedimento ministeriale che negava il riconoscimento del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Spagna da una docente palermitana attualmente in servizio a Milano.La decisione del giudice amministrativo consente alla docente di proseguire il contratto in essere e di mantenere la propria posizione nella prima fascia delle Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps), evitando la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro e garantendo la possibilità di continuità per il prossimo anno scolastico.

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"Questa decisione restituisce dignità al percorso formativo svolto all'estero da tanti insegnanti italiani e tutela, al tempo stesso, il diritto al lavoro e quello degli alunni con disabilità alla continuità didattica - dichiarano Francesco Leone e Simona Fell, soci fondatori dello studio legale. È un riconoscimento fondamentale per chi ha investito nella propria formazione e oggi contribuisce concretamente al funzionamento del sistema scolastico nazionale".

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Il Tar ha accolto in pieno l'istanza urgente, sottolineando il "pregiudizio recato alla posizione lavorativa dell'interessata" e ha sospeso con effetto immediato il diniego ministeriale, insieme ai provvedimenti di depennamento dalle GPS e di risoluzione del contratto comunicati dalla scuola. La docente, avendo già presentato una richiesta di continuità didattica, grazie al celere intervento dello studio legale, potrà dunque vedersi riconfermato il suo ruolo e continuare la sua attività sul sostegno nella scuola di assegnazione. 
Una decisione che rappresenta un precedente importante per molti altri insegnanti nella medesima situazione: spesso esclusi da graduatorie e posti di lavoro nonostante un percorso formativo pienamente valido e riconoscibile, solo per rigidità amministrative che non considerano il merito e la realtà dei fatti. 
"Continueremo a tutelare in tutte le sedi i diritti degli insegnanti che si sono formati all'estero - concludono i legali - e che ogni giorno, nelle nostre scuole, garantiscono professionalità, passione e impegno al servizio degli studenti più fragili".

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