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Schlein avvisa gli alleati: "Uno non vale uno, Pd ha il doppio dei voti". Conte: "Andiamo alle primarie, non c’e’ alternativa"

Politica

Schlein avvisa gli alleati: "Uno non vale uno, Pd ha il doppio dei voti". Conte: "Andiamo alle primarie, non c’e’ alternativa"

"Il programma si scrive con l'alleanza, sapendo bene che in quella discussione ...

Adnkronos

03 Ottobre 2026 09:20

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(Adnkronos) - "Il programma si scrive con l'alleanza, sapendo bene che in quella discussione bisogna essere inclusivi ma anche che uno non è che vale uno. A noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamente il primo partito di opposizione è perché ce lo siamo guadagnati con fatica, sudore e impegno a convincere le persone una per una e che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze politiche alle europee, alle regionali e alle comunali". Così la segretaria dem Elly Schlein alla Direzione del Pd.

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"Voglio solo fare una domanda, se fossimo rimasti a gennaio 2023, con il Partito democratico al 14% dei sondaggi, quindi seconda forza di opposizione, pensate che avremmo avuto lo stesso dibattito oggi? Io penso di no. Generosi sì - puntualizza -, ingenui no. E vorrei essere ancora più chiara. In qualsiasi altro paese europeo non ci sarebbe stata questa discussione perché è normale che guidi il partito che prende un voto in più: non è egemonia, è democrazia".

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Quindi "prima il programma comune, poi la guida perché chi guida deve guidare l'intera alleanza non soltanto il suo partito".

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"Oggi la coalizione esiste, siamo in grado di battere le destre e si sono superati steccati e diffidenze. Abbiamo smentito chi guardava con scetticismo al lavoro di cucitura e dialogo, il cammino non è compiuto del tutto ma l'alternativa è già concreta e al lavoro", continua Schlein.

E ancora: "Siccome sono giorni che leggo ricostruzioni fantasiose su questo vorrei chiarire un punto: noi siamo pronti, possiamo partire anche subito. Basta che siamo tutti e basta che non partiamo da soli".

"Mi spiego meglio: il programma va affinato insieme a tutta l'alleanza progressista che già governa insieme nei territori, con tutti coloro che vogliono contribuire a costruire l'alternativa - aggiunge -. E per noi è irrinunciabile che questo percorso, come ho sempre detto in questi mesi non si faccia chiusi nelle stanze dei partiti, ma si faccia tra le persone a confronto con il terzo settore, il mondo produttivo e sindacale".

"Io ho proposto agli alleati a novembre dell'anno scorso 2025 dopo le regionali, un grande percorso di ascolto fatto insieme attraverso il paese. Legittimamente c'è chi ha annunciato un proprio percorso che si è concluso solo a settembre di quest'anno. Noi il nostro l'abbiamo fatto a febbraio, per essere pronti già il giorno dopo il referendum quando ho richiesto agli alleati di non disperdere quella grande mobilitazione popolare, il protagonismo delle nuove generazioni della società civile che si era mossa per il referendum per coinvolgere quegli elettori che sono stati 15 milioni a votare come noi, ma 5 milioni non avevano votato noi solo due anni prima alle elezioni europee", spiega.

Continua la dem: "Come ho sempre detto, se c'è qualcuno che non riconosce questo principio democratico" ossia che il candidato premier è il leader del partito più grande, "noi siamo disponibili e pronti anche alla primarie e se le faremo, le vinceremo insieme".

"Le vinceremo insieme avendo poi grande cura i rappresentare tutti e quelle diverse sensibilità, che è normale che ci siano tra forze politiche sono alleate. Non abbiamo paura del voto e non abbiamo paura della democrazia e candidiamo un'intera classe dirigente che ha competenze e passione che ha sete di cambiare le cose che sa come fare. Ora sono a chiedervi il mandato di portare al programma dell'alleanza in quella discussione le proposte del Partito Democratico".

"Ora dobbiamo affinare il programma comune affinché sia un patto vincolante per tutte e per tutti, un patto che facciamo anzitutto con il paese con gli italiani", aggiunge. "Non partiamo da zero, partiamo dalle tante proposte sostenute insieme in questi anni, sul lavoro e sulla politica industriale, sulla sanità e sulla scuola, sulla sicurezza e sui diritti", dice.

"Sulla politica estera è più quello che ci ha visto uniti di ciò che ci divide e su cui discuteremo e sono sicura che troveremo una sintesi alta. Certo che ci sono punti di vista differenti e dirimenti, ma se non fosse cosi saremmo un solo partito", assicura Schlein parlando di Ucraina.

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