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Riesi riscopre Giovanni Nicosia: la memoria di uno scrittore tra Resistenza e Neorealismo

Cultura

Riesi riscopre Giovanni Nicosia: la memoria di uno scrittore tra Resistenza e Neorealismo

Intellettuale e autore per decenni rimasto nell'ombra

Attilio Vindigni

28 Aprile 2026 10:14

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Riesi torna a celebrare il proprio patrimonio culturale rendendo omaggio a Giovanni Nicosia, intellettuale e autore per decenni rimasto nell'ombra. Il fulcro della riscoperta è stata la presentazione del saggio di Giuseppe Calascibetta, intitolato Giovanni Nicosia uno scrittore di Riesi. Sul sentiero di Calvino e Pavese, svoltasi presso l'Istituto Carlo Maria Carafa. All'evento hanno partecipato figure di rilievo del panorama educativo e civile, tra cui la dirigente scolastica Adriana Quattrocchi e la professoressa Carmen Sessa, insieme a rappresentanti dell'ANPI e testimoni della Resistenza.

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Il volume di Calascibetta analizza la traiettoria umana e letteraria di Nicosia, nato a Riesi nel 1919 e scomparso a Roma nel 1972. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Palermo e l'esperienza al fronte durante il secondo conflitto mondiale, Nicosia si unì alla lotta partigiana in Liguria, un passaggio cruciale che avrebbe influenzato l'intera sua opera. Nel dopoguerra, il suo inserimento nei circoli culturali d'eccellenza lo portò a collaborare con la casa editrice Einaudi, dove consolidò il legame con Italo Calvino, già suo compagno d'armi durante la Resistenza.

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Particolarmente significativo è stato l'intervento della dottoressa Giorgia Nicosia, nipote dell'autore, giunta dalla capitale per l'occasione. Nel suo discorso, ha descritto il passaggio da una memoria familiare frammentaria a una conoscenza storica solida, maturata grazie alla ricerca d'archivio e culminata nel ritorno fisico a Riesi. Visitando i luoghi d'origine del nonno e incontrando il pubblico locale, ha sottolineato come la memoria storica diventi autentica solo quando trova una partecipazione collettiva e viva, capace di trasformare i documenti in testimonianza presente.

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Sul piano critico, la ricerca ha permesso di recuperare scritti fondamentali pubblicati su l'Unità e sulla rivista Il Politecnico di Elio Vittorini. Racconti come Luglio 1945, Quando fa luna e Il donnaiolo del villaggio inseriscono Nicosia a pieno titolo nella corrente del Neorealismo. In particolare, Luglio 1945 offre una testimonianza cruda dell'Italia post-bellica, denunciando la frattura sociale tra una popolazione stremata dalla miseria e una classe privilegiata arricchitasi con la guerra.

L'opera di Nicosia, che include romanzi densi di riflessione esistenziale come Il grande tumulo e L'uomo tagliato dall'uomo, si distingue per la capacità di narrare la solitudine dell'individuo di fronte ai traumi della storia. L'incontro ha inoltre messo in luce il rapporto di stima reciproca con Leonardo Sciascia, evidenziando una fitta trama di scambi intellettuali che arricchisce la storia dell'antifascismo siciliano. Con questa iniziativa, Riesi riappropria se stessa di una voce autorevole, restituendo dignità a un protagonista dimenticato del Novecento letterario italiano.

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