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Pizzaballa, Netanyahu concede accesso al Santo Sepolcro. Polizia: "Cerimonie Pasqua solo simboliche"

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Pizzaballa, Netanyahu concede accesso al Santo Sepolcro. Polizia: "Cerimonie Pasqua solo simboliche"

 La polizia israeliana, dopo aver impedito al cardinale Pierbattista Pizzaball...

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30 Marzo 2026 12:05

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La polizia israeliana, dopo aver impedito al cardinale Pierbattista Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo di raggiungere il Santo Sepolcro durante la Domenica delle Palme nella Città Vecchia di Gerusalemme, ha autorizzato oggi le cerimonie pasquali solo in forma "simbolica e limitata" per motivi di sicurezza legati all'Operazione ‘Roaring Lion'. 

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La polizia israeliana in un post su X spiega che a seguito di "un proficuo incontro" con il cardinale Pizzaballa, è stato "definito un quadro reciproco per le prossime cerimonie pasquali". A causa della complessa realtà di sicurezza dell'Operazione 'Roaring Lion', sono quindi autorizzate cerimonie nella sola "forma simbolica e limitata", inclusa quella del "Santo Fuoco". "Questo coordinamentio assicura che la libertà di culto sia mantenuta accanto al nostro dovere comune e primario: la protezione della vita umana", afferma ancora la polizia israeliana, ricordando che "nelle ultime settimane, missili e detriti iraniani hanno colpito la Città Vecchia. Queste restrizioni salvavita sono una risposta diretta a un pericolo reale e presente per tutti i fedeli". 

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Nella tarda serata di ieri, era stato lo stesso primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu su X ad annunciare di aver "dato istruzioni alle autorità competenti affinché al cardinale Pierbattista Pizzaballa sia concesso pieno e immediato accesso alla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme".  

 

L'ambasciatore di Israele è intanto atteso oggi, lunedì 30 marzo alla Farnesina, a Roma, per chiarire quanto accaduto ieri. La convocazione dell'ambasciatore Jonathan Peled è stata disposta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. A ricevere il diplomatico sarà Cecilia Piccioni, vice-segretario generale e direttore politico della Farnesina, che su indicazione del ministro - ha reso noto la Farnesina - avrà il compito di "esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela della libertà di religione e per evitare che simili episodi possano ripetersi in futuro". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso in una telefonata la propria vicinanza al cardinale. 

Peled, intervenendo ieri a 'Tg4 - Diario della domenica', ha chiarito la posizione del governo guidato dal premier Benjamin Netanyahu. "Non avevamo alcuna intenzione di offendere i credenti cristiani in tutto il mondo, ma si deve comprendere che siamo sotto attacchi missilistici", ha dichiarato spiegando che la misura è stata presa per "questioni di sicurezza". 

Peled ha spiegato che tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme erano stati chiusi per un mese dal momento che i missili hanno colpito l'area. "La sicurezza delle vite umane viene prima della libertà di culto" ha detto.  

 

Più cauti i toni dello stesso cardinale Pizzaballa che ieri ha parlato di "fraintendimenti", definendo la "situazione molto complicata". "Non ci siamo compresi ed è questo quello che è accaduto. Non è mai successo, dispiace che questo sia accaduto" ha detto in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000. "È vero che la polizia - spiega il cardinale Pizzaballa - aveva detto che gli ordini del comando interno avevano impedito qualsiasi genere di aggregazione nei luoghi, dove non c'è un rifugio però noi non avevamo chiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per salvare l'idea della celebrazione nel Santo Sepolcro". 

"Non ci sono stati scontri, - sottolinea ancora - tutto è stato fatto in maniera molto educata. Non voglio forzare la mano, vogliamo usare questa situazione per vedere di chiarire meglio nei prossimi giorni cosa fare nel rispetto della sicurezza di tutti ma anche nel rispetto del diritto alla preghiera". 

 

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