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Meloni chiude Atreju: ecco testo integrale discorso premier

Politica

Meloni chiude Atreju: ecco testo integrale discorso premier

"Siete uno spettacolo meraviglioso e voglio e voglio veramente ringraziarvi per...

Adnkronos

14 Dicembre 2025 16:05

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(Adnkronos) - "Siete uno spettacolo meraviglioso e voglio e voglio veramente ringraziarvi per questo entusiasmo, per la vostra energia contagiosa, per questo impegno senza sosta in queste giornate che profumano di buona politica, che profumano di comunità, che profumano di appartenenza e grazie perché davvero vedervi qui così numerosi, vedervi qui così orgogliosi, con le vostre, le nostre bandiere, davvero mi ripaga di ogni giorno impossibile, di ogni notte passata senza dormire abbastanza, di ogni fine settimana passato a lavorare per cercare di fare tutto quello che possiamo per il bene di questa nazione. E grazie perché voi siete la risposta più bella, più limpida, più potente a chi ha ancora il coraggio di raccontarci che gli ideali non contano più, che la passione non serve, che la politica è solo un gioco di palazzo fatto di tatticismi e convenienze, che il sacrificio è inutile, che gli italiani sono stupidi, che tanto i politici sono tutti uguali e che siccome non può cambiare niente tanto vale fare come hanno fatto tutti gli altri.  

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Luoghi comuni che questo evento smonta uno a uno, luoghi comuni che il nostro cammino ha smontato uno a uno, quando abbiamo iniziato quel cammino noi sapevamo che non sarebbe stato facile, sapevamo che in molti ci avrebbero giudicato dei folli, che ci avrebbero derisi prima ancora che ostacolati, perché noi sfidavamo l'ordine precostituito e si sa che chi osa fare tanto si brucia. Eppure più passa il tempo, più io mi convinco che nella vita e nella politica siano proprio i sognatori, gli ostinati, quelli che hanno un coraggio tale da essere spesso confuso con incoscienza, da avere il privilegio di cambiare davvero il corso delle cose. Noi siamo stati gli artefici del nostro destino, perché abbiamo avuto il coraggio di credere in noi stessi quando nessuno ci credeva, il coraggio di lottare quando sarebbe stato molto più facile scendere a compromessi, il coraggio di rimanere fedeli a ciò che siamo quando sarebbe stato più comodo fare diversamente.  

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È esattamente questo coraggio ad averci portato fin qui. Coraggio nel senso etimologico del termine, perché la parola coraggio viene dal latino e significa 'col cuore'. E come scriveva Blaise Pascal, 'il cuore ha ragioni che la ragione non conosce'. Guardoquesta platea, guardo questa platea e so che quel cuore è ancora puro, è ancora intatto e finché lo sarà, noi non avremo nulla da temere finché lo sarà, ci sarà sempre qualcuno pronto a raccogliere il testimone di questa storia che rompe con tutti gli schemi del passato, come dimostra Atreju da 27 anni a questa parte, attraversando sfide, discese, risalite. È un contesto sempre diverso, senza mai perdersi. Questo è il luogo in cui le idee, tutte le idee hanno diritto di cittadinanz, questo è il luogo in cui. Questo è il luogo dove Nietzsche e Marx si davano la mano direbbe Antonello Venditti, cioè dove le identità si sfidano rispettandosi. Questo è il luogo in cui il valore delle persone si misura solo sui contenuti e chi scappa dimostra di non avere quei contenuti.  

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Allora permettetemi di ringraziare, farò diversi ringraziamenti oggi, a tutti coloro che non hanno avuto paura di confrontarsi con questa straordinaria platea, le cui parole d'ordine sono da ormai, quasi tre decenni, sempre le stesse, orgoglio e rispetto, due sentimenti che camminano solamente insieme. Chi è orgoglioso di se stesso non teme mai l'altro. Ma in particolare voglio ringraziare i tanti leader delle opposizioni che hanno partecipato anche quest'anno ad Atreju, voglio ringraziare Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Matteo Renzi, Carlo Calenda, Riccardo Magi, Luigi Marattin e voglio ringraziare anche Elly Schlein che con il suo. nannimorettiano mi si nota di più se vengo e sto in disparte o se non vengo per niente ha comunque fatto parlare di noi. La cosa divertente è che il presunto campo largo l'abbiamo riunito noi ad Atreju e l'unica che non si è presentata è quella che dovrebbe federarli. Contenti loro! Però sappiate anche che a molti non siete piaciuti, qualche guru della sinistra si è risentito.  

Qualche giorno fa ha scritto su uno dei soliti quotidiani un raffinato articolo dal titolo 'Avanti c'è posto' definendo questa manifestazione un'ammucchiata. Ora io non dirò ancora una volta che siamo alla solita puzza sotto il naso di una sinistra isolata e rabbiosa che si comporta come la volpe con l'uva e che siccome non ha la levatura morale, culturale e politica per mettere insieme nulla di neanche paragonabile a questa manifestazione, tenta di minimizzarne la portata con i suoi giudizi presuntuosi e dozzinali. Dirò invece qualcosa che gli italiani hanno ampiamente visto e cioè che le ammucchiate sono quelle che la sinistra ha fatto per anni in Parlamento e tenta ancora oggi di replicare, pur di gestire il potere ed è un comportamento anni luce distante da quello che noi facciamo qui, cioè ascoltare con riguardo persone il cui pensiero non condividiamo, ma ci interessa anche per confermare a noi stessi e al mondo che on ci ammucchieremo mai con loro.  

Però la buona notizia è che ogni volta che loro parlano male di qualcosa va benissimo. Cioè parlano male di Atreju ed è l'edizione migliore di sempre, parlano male del governo, il governo sale nei sondaggi hanno tentato di boicottare una casa editrice, è diventata famosissima. cioè si portano da soli una sfiga che neanche quando ti capita la carta della pagoda al mercante in fiera, visto che siamo in clima natalizio. E allora grazie a tutti quelli che hanno fatto le macumbe rendendo questa edizione di Atreju la più intensa e partecipata di sempre, ma grazie soprattutto a chi l'ha organizzata. Siete stati straordinari particolarmente quest'anno, grazie a Giovanni, grazie ad Arianna, a Francesco, a Caterina, a Fabio, a tutti gli straordinari ragazzi di gioventù nazionale. Vedere la vostra passione, vedere il vostro sacrificio, vedere il vostro amore, ci dà la certezza che quello che abbiamo costruito non è una parentesi, perché una comunità che riesce a trasmettere valori ai più giovani è una comunità che non muore mai.  

E grazie ovviamente a tutti i Fratelli d'Italia, ai ministri, ai sottosegretari, ai nostri capigruppo, alla Camera, al Senato, al Parlamento europeo, ai nostri parlamentari, grazie ai governatori. Grazie a chi ci rappresenta nelle giunte, nei consigli regionali, ai nostri sindaci, all'esercito straordinario degli amministratori locali, ma su tutto grazie a ogni singolo militante. Senza di voi noi non saremmo qui. E ho un messaggio per tutti quelli che continuano a ripetere che la Meloni è sola, signori, guardatevi intorno! E poi un grazie sincero e profondo ai nostri alleati del centrodestra, ad Antonio, a Maurizio, ad Antonio, a Matteo. L'Italia può contare su un'alleanza che non nasce per ravanare qualche poltrona, ma per mettere al servizio della nazione una visione condivisa fondata sulla libertà, sulla responsabilità, sull'amore. Noi non siamo un incidente della storia, noi non siamo un accordo di convenienza, noi non siamo una somma di disperazioni come accade ad altri, noi siamo una comunità di destino, costruita mattone su mattone in trent'anni di battaglie comuni.  

Lo so che molti sperano che il dibattito tra i partiti della maggioranza finisca per degenerare, per mandare il governo a casa, però qualcosa mi dice che non accadrà, come non è accaduto tutto quello che la sinistra ha preconizzato in questi anni prima di dover drammaticamente fare i conti con la realtà. L'ultimo in ordine di tempo era il famoso 5 a 1 che dovevano infliggerci alle elezioni regionali, ci speravano così tanto che si sono giocati ogni carta possibile, dal riconoscimento dello Stato di Palestina. Se avessero vinto nelle Marche, fino all'esenzione dal bollo auto se avessero vinto in Calabria, roba che, Cetto la qualunque, in confronto era Ottone di Bismarck. Però non è andata così è andata che a mettere fine alla guerra in Palestina è stato l'odiato Donald Trump e le regionali sono finite come erano partite, cioè tre a tre, palla al centro, quindi ragazzi, ritentate, sarete stavolta più fortunati. Vedete, il problema della sinistra è che giudica noi partendo da quello che vivono e sono loro, cioè loro sperano nell'implosione della maggioranza, perché a loro, banalmente, è sempre andata così.  

Però dalle nostre parti è diverso, dalle nostre parti si discute per ragionare insieme e per trovare una sintesi che abbiamo sempre trovato. Perché c'è una differenza di fondo che fingono di non vedere. Noi siamo alleati e siamo amici, noi ci capiamo l'un l'altro, loro. Gli ho proposto un confronto due contro uno. qui a Atreju e mi hanno detto di no, ma non perché loro non volessero confrontarsi con me, perché loro non si volevano confrontare fra di loro. E questi vogliono governare la nazione insieme, come la governano? Con le lettere degli avvocati! Da parte nostra Voglio dire ancora una volta che sono orgogliosa dei miei alleati, di quello che stiamo facendo insieme, Ancora di più sono convinta che continueremo a farlo con la stessa unità, con la stessa determinazione, con la stessa forza, per molto tempo ancora.  

Noi siamo tutti consapevoli che quella che c'è stata data è un'occasione storica di fare dell'Italia la nazione che abbiamo sempre sognato, perché in fin dei conti la domanda più importante che dobbiamo farci è, quale Italia vogliamo consegnare a chi verrà dopo di noi? Allora io ve la provo a tratteggiare: noi vogliamo che i nostri figli vivano in una nazione credibile. Credibile, certo, per gli investitori, per le istituzioni internazionali, per i mercati finanziari, ma ancora più importante, molto più importante, credibile per i mercati rionali, cioè per gli italiani che oggi come mai in passato, scelgono di investire i loro risparmi in titoli di Stato italiani perché finalmente si fidano. La credibilità è importante non solo perché produce orgoglio, la credibilità è importante perché produce ricchezza. Lo spiegava Maurizio Lupi, prima di me, le agenzie di rating che rivedono al rialzo il giudizio, portandola dove merita, cioè in serie A, significa attrattività per i nostri titoli di Stato. Gli 80 miliardi di investimenti che abbiamo portato in Italia in tre anni grazie agli accordi con altre nazioni, con le grandi aziende, significano posti di lavoro.  

Lo spread, che oggi è a un terzo rispetto a quando ci siamo insediati, i tassi dei nostri titoli di Stato che scendono, vogliono dire miliardi di euro di interessi risparmiati, soldi che possiamo investire sui bisogni degli italiani. Perché la verità è che le figuracce che l'Italia ha fatto negli anni sono costate soldi: i governi che cambiavano in continuazione, secondo stime del Sole 24 Ore ci sono costati in 10 anni 265 miliardi di euro. È l'equivalente di un'intera legge di bilancio ogni anno, ecco quanto gli italiani hanno pagato di tasca loro per i giochi di palazzo della sinistra.  

Ma vogliamo anche che i nostri figli crescano in una nazione coraggiosa, e c'è voluto coraggio per chiudere una volta per tutte la stagione degli sprechi, delle plurimiliardarie mance elettorali con cui qualcuno pensava di comprare il consenso scaricando i costi sulle generazioni a venire, abbiamo detto basta. Così abbiamo sostituito il reddito di cittadinanza con il diritto al lavoro, il bonus monopattino con i soldi per le strade e le ferrovie, il cashback di Stato con il taglio dell'irpef, i banchi a rotelle con gli incentivi per le mamme lavoratrici, il bonus vacanze con il sostegno all'assunzione nelle strutture turistiche. 

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