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Iran, procura minaccia manifestanti: "Perseguiti come nemici di Dio, rischiano pena di morte"

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Iran, procura minaccia manifestanti: "Perseguiti come nemici di Dio, rischiano pena di morte"

Il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad ha avvertito che tutti ...

Adnkronos

10 Gennaio 2026 17:33

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(Adnkronos) - Il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad ha avvertito che tutti i manifestanti potranno essere perseguiti come "nemici di Dio" ('mohareb'), un'accusa che in Iran è punibile con la pena di morte. Lo riferiscono i media statali iraniani, riportati da Sky News, citando una sua dichiarazione nella quale si afferma che il reato sarà contestato non solo a presunti "rivoltosi e terroristi" che danneggiano proprietà e compromettono la sicurezza pubblica, ma anche a coloro che li aiutano.  

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Movahedi Azad ha inoltre esortato le procure a preparare rapidamente i processi e a non mostrare "alcuna clemenza, compassione o indulgenza" nei confronti degli imputati. 

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Gli Stati Uniti hanno intanto definito 'deliranti' le accuse del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Israele e agli Stati Uniti di aver fomentato le proteste in corso nella repubblica islamica. "Questa dichiarazione riflette un tentativo delirante di distogliere l'attenzione dalle enormi sfide che il regime iraniano deve affrontare in patria", ha dichiarato un portavoce del Dipartimento di Stato americano in risposta ai commenti fatti dal ministro degli Esteri di Teheran durante una visita in Libano. 

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Araghchi aveva infatti dichiarato come Israele e Stati Uniti siano "direttamente coinvolti" nei disordini in corso in Iran, ma le possibilità di un intervento militare diretto rimangono "molto basse". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano durante la conferenza stampa di ieri a Beirut conclusiva della sua visita ufficiale in Libano, riportata da Al Arabiya. 

Araghchi ha poi spiegato che durante gli incontri con le autorità libanesi sono state esaminate "le minacce israeliane che riguardano tutti gli abitanti della regione e le modalità per affrontarle. Secondo il capo della diplomazia di Teheran, i due Paesi condividono la consapevolezza della "portata dei pericoli provenienti dal fronte israeliano". 

L'ayatollah Ali Khamenei ha messo i Guardiani della rivoluzione in uno stato di allerta più alto che a giugno, quando c'era stata la guerra con Israele e i raid americani. Lo hanno rivelato al Telegraph fonti della Repubblica islamica, secondo cui il leader spirituale iraniano ha ordinato ai Pasdaran "di rimanere al più alto livello di prontezza, anche più alto che durante la guerra di giugno". Khamenei, hanno aggiunto le fonti, "è in contatto più stretto con i Guardiani della rivoluzione (Irgc) che con l'Esercito e la polizia, perché ritiene che il rischio di diserzioni nell'Irgc sia quasi inesistente", mentre negli altri corpi ce ne sono state in passato, "ha messo il suo destino nelle loro mani". 

Sono almeno 65 i morti e 2311 le persone arrestate dall'inizio delle proteste scoppiate in Iran il 28 dicembre scorso. Il bilancio è stato aggiornato dalla Ong HRANA con sede negli Stati Uniti.  

Delle vittime, 38 sono state segnalate nelle province di Chaharmahal e Bajtiari, Ilam, Kermanshah e Fars, nella parte centrale ed occidentale del paese. Secondo fonti mediche citate dalla rivista americana 'Time' il numero dei manifestanti morti potrebbe essere di 217. 

L'esercito iraniano assicura che andrà fino in fondo per tutelare l'interesse nazionale e disarticolare quella che definisce una "cospirazione" orchestrata dagli Stati Uniti e Israele e che ha convertito le iniziali proteste in un'ondata di disordini in tutto il paese. 

"Il nemico, attraverso l'ennesima cospirazione, sostenuta dal regime sionista criminale e infanticida e da gruppi terroristici ostili, cerca di turbare l'ordine e la pace nelle città e la sicurezza pubblica del Paese", ha dichiarato l'esercito iraniano in un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. 

"L'Esercito della Repubblica Islamica dell'Iran invita la nazione iraniana a sventare i complotti del nemico mantenendo la vigilanza, sostenendo al contempo l'unità e la coesione", conclude la dichiarazione. 

Le autorità iraniane hanno imposto da quasi 48 ore un blackout di internet definito dagli esperti "senza precedenti per estensione e precisione". Secondo un'analisi del Guardian, il regime degli ayatollah sta utilizzando strumenti sempre più sofisticati per cercare di arginare le proteste antigovernative in corso da settimane. La novità, spiegano gli analisti, non riguarda solo la severità del blocco, ma anche la sua selettività, che consente ad alcuni soggetti governativi di continuare a comunicare mentre gran parte della popolazione resta isolata. 

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