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Iran, Netanyahu: "Rovesciare il regime, non ha imparato la lezione"

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Iran, Netanyahu: "Rovesciare il regime, non ha imparato la lezione"

"Il regime iraniano non ha ancora imparato la lezione" e "c'è solo un modo pe...

Adnkronos

21 Ottobre 2026 21:35

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(Adnkronos) - "Il regime iraniano non ha ancora imparato la lezione" e "c'è solo un modo per rimuovere la minaccia una volta per tutte" ed è "rovesciare il regime in Iran". E' quanto ha affermato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in dichiarazioni durante una cerimonia militare nel sud di Israele riportate dal Times of Israel a sei giorni dalle elezioni nel Paese. Secondo Netanyahu, "il regime iraniano non ha ancora imparato la lezione, Mojtaba Khamenei ha deciso di seguire le orme di suo padre" e "l'Iran sta ancora una volta tentando di sviluppare le sue armi di morte". "Quindi - ha proseguito - c'è solo un modo per rimuovere la minaccia una volta per tutte, rovesciare il regime in Iran, ed è la mia direttiva per Idf, Mossad e agenzie di sicurezza".

"Se l'Iran attaccherà Israele, l'Iran brucerà", ha detto il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, intervenendo durante la cerimonia militare. "Negli ultimi giorni abbiamo individuato tentativi da parte dei nostri nemici, primi tra tutti l'Iran e i suoi proxy, di sferrare attacchi terroristici che potrebbero influenzare i risultati delle elezioni in Israele", ha affermato Katz nelle dichiarazioni riportate dal Times of Israel. Secondo Katz, "il regime iraniano è più debole che mai". E, ha proseguito, "riteniamo questa debolezza possa indurlo alle misure più estreme, anche contro lo Stato di Israele". "Il nostro messaggio al regime iraniano è chiaro - ha incalzato - Stiamo rilevando i vostri tentativi, siamo pronti a sventarli e a colpirvi con tutta forza".

Netanyahu aveva pianificato di effettuare attacchi contro l'Iran all'inizio di questo mese, ma il presidente americano Donald Trump si è opposto alla ripresa dei combattimenti prima delle elezioni di medio termine statunitensi, secondo quanto riportato dal Financial Times. Tre persone a conoscenza dei fatti hanno riferito al giornale che le Forze di Difesa Israeliane erano pronte a effettuare attacchi nel fine settimana del 10 ottobre per colpire impianti nucleari e siti del regime iraniano, nonché infrastrutture civili, tra cui centrali energetiche. Tuttavia, fonti anonime affermano che Trump ha deciso di non riavviare il conflitto prima delle elezioni di medio termine statunitensi del 3 novembre.

Secondo le fonti, gli attacchi sarebbero stati più intensi di quelli condotti da Stati Uniti e Israele a febbraio. Secondo il rapporto, non è chiaro se gli Stati Uniti si sarebbero uniti ai raid. Tuttavia, una fonte ha dichiarato al giornale che una ripresa degli attacchi nelle prossime settimane non sarebbe "uno scenario irragionevole". Secondo una fonte, Israele avrebbe predisposto una nuova lista di obiettivi, tra cui siti di infrastrutture civili che non erano mai stati colpiti in passato. Un'altra fonte afferma che gli attacchi pianificati dalle Forze di Difesa Israeliane all'inizio di questo mese potrebbero essere stati parte di una tattica negoziale e sottolinea che qualsiasi decisione di riprendere i combattimenti spettava a Trump.

Intanto i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, hanno minacciato di prendere di mira i cavi sottomarini in caso di raid contro le infrastrutture della Repubblica islamica. "Se (Usa e alleati) dovessero tentare di danneggiare le nostre infrastrutture, la Repubblica islamica utilizzerebbe naturalmente tutta la sua potenza - ha affermato Yadollah Javani, generale dei Pasdaran, in dichiarazioni all'emittente iraniana Al-Alam rilanciate dalla tv satellitare al-Jazeera - La Repubblica islamica può distruggere facilmente i loro asset, compresi i sette importanti cavi da cui transita il traffico Internet sotto le acque dello Stretto di Hormuz". L'Iran, ha minacciato, è in grado di "infliggere danni molto gravi agli Usa e ai loro alleati nella regione".

Nei giorni scorsi l'Iran aveva minacciato la distruzione di data center per l'intelligenza artificiale e cavi sottomarini se dovessero riprendere i raid contro la Repubblica islamica. Teheran "non ha ancora giocato tutte le sue carte", diceva il capo del Consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Mohsen Rezaei.

La Russia si è detta pronta a contribuire alla risoluzione della crisi iraniana. Lo ha sottolineato il presidente russo, Vladimir Putin, durante l'incontro a San Pietroburgo con l'inviato statunitense, Steve Witkoff, secondo quanto riferito dall'agenzia Tass. "Se possiamo fare qualcosa per risolvere questa crisi, saremo lieti di farlo", ha affermato Putin, sottolineando che Mosca intrattiene con Teheran "un rapporto speciale e di fiducia", consolidato nel corso di decenni.

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