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Gioielli, olio, panettoni e assunzioni per ottenere appalti: 9 arresti in Sicilia

Cronaca

Gioielli, olio, panettoni e assunzioni per ottenere appalti: 9 arresti in Sicilia

Regali per aggiudicarsi le gare

Redazione

11 Aprile 2024 18:01

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Avrebbero corrotto con gioielli, denaro, olio, panettoni e offerte di assunzioni una serie di funzionari pubblici di diversi Comuni siciliani per vincere gare, ottenere rimborsi, accelerare pratiche. L'ennesimo giro di tangenti scoperto dai carabinieri di Palermo ha al centro il responsabile e alcuni dipendenti di una cooperativa sociale di Partinico che gestisce servizi per anziani, disabili e minori e una serie di pubblici ufficiali "infedeli". L'indagine, coordinata dalla Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, ha portato a 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 6 misure di arresti domiciliari e 3 sospensioni.

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Le manette sono scattate per Giuseppe Gaglio, legale rappresentante e presidente del cda della cooperativa Nido d'Argento, Massimiliano Terzo, dipendente della coop e Gaetano Di Giovanni dirigente del distretto socio sanitario di Agrigento e capo dei vigili urbani della Città dei Templi. I domiciliari sono stati disposti per Giuseppe Chiaramonte e Francesco Chiavello, dipendente ed ex dipendente della Nido D'Argento, per l'ex sindaco di Partinico Salvatore Lo Biundo, per Maria Pia Falco, istruttore direttivo al Comune di Marsala e Aldo Raimondi, responsabile del settore Politiche Sociali e Culturali del Comune di S. Cataldo, in provincia di Caltanissetta. Un sesto destinatario degli arresti domiciliari è ancora ricercato.

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La sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio è stata invece notificata a Maria Rita Milazzo, dirigente del Comune di Balestrate, Michela Sclafani, funzionaria dell'ufficio direzione Politiche sociali della città Metropolitana di Palermo e Antonino Geraci, presidente della commissione aggiudicatrice nella gara per l'affidamento della gestione e realizzazione "Azione A Rafforzamento dei Servizi Sociali". Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione finalizzata alla corruzione, corruzione, turbata libertà degli incanti e istigazione alla corruzione. E' Giuseppe Gaglio, presidente del cda della cooperativa sociale Nido D'Argento, il personaggio chiave dell'inchiesta sul giro di tangenti a funzionari pubblici scoperto dai carabinieri di Palermo. Gaglio, con la complicità di dipendenti fidati come Massimiliano Terzo, Francesco Chiavello e Giuseppe Chiaramonte, aveva escogitato un piano accurato per vincere il maggior numero di appalti e assicurarsi puntualità dei pagamenti dei servizi sociali commissionati. Il dirigente e i suoi individuavano il pubblico ufficiale da avvicinare "mediante un approccio reverenziale fino a irretirlo", scrive il gip che ha disposto 12 misure cautelari. Anche il reperimento delle risorse necessarie per il pagamento delle tangenti era è affidato a meccanismi rodati, messi a punto dal presidente della coop e dai suoi uomini per evitare la tracciabilità delle operazioni illecite.

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