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Audizione De Luca in Antimafia: duro scontro su Scarpinato, Gip e "pista nera"
«Un attacco irricevibile, di una virulenza mai vista prima». Non usa...
Audizione De Luca in Antimafia: duro scontro su Scarpinato, Gip e “pista nera”
«Un attacco irricevibile, di una virulenza mai vista prima». Non usa mezzi termini il procuratore della Repubblica di Caltanissetta, Salvatore De Luca, ascoltato oggi in Commissione parlamentare Antimafia nell'ambito delle indagini sulle stragi del '92 e sul dossier mafia-appalti. Al centro della sua requisitoria, la difesa a spada tratta del Gip Santi Bologna - finito nel mirino di Roberto Scarpinato dopo averne definito «depistante» l'operato in un decreto di archiviazione - e il duro richiamo ad ampie tutele per i giudici di fronte a delegittimazioni incrociate.
De Luca, intervenendo a Palazzo San Macuto, ha evidenziato come l'atteggiamento dell'ex magistrato e oggi senatore del M5S crei un «precedente pericolosissimo» per l'autonomia della magistratura. Un affondo reso ancora più pesante, ha rimarcato il procuratore nisseno, dal fatto che giunga da chi in passato ha fatto della difesa dell'indipendenza dei giudici dal potere politico la propria bandiera. Paragone amaro che De Luca ha esteso anche ai vertici dell'Associazione Nazionale Magistrati, dicendosi «molto perplesso» per il silenzio e la mancata solidarietà al Gip Bologna. Secondo il capo della Procura di Caltanissetta pare ormai vigere un doppio standard per cui l'ANM centrale interviene con prontezza «solamente quando i magistrati vengono attaccati dal governo», costringendo la sottosezione locale nissena a prendere direttamente parola per fare scudo al collega.
Nel corso della deposizione non sono mancati passaggi ad altissima tensione sulle ricostruzioni investigative alternative e sui presunti mandanti eversivi di estrema destra legati alla figura di Stefano Delle Chiaie. Sul punto, De Luca ha smontato la consistenza delle indagini promosse a suo tempo dalla Procura Generale di Palermo con un'efficace metafora formulata davanti ai commissari: «Sulla pista nera il risultato è zero tagliato. Anzi, devo rettificare: è zero tagliato sulla scala Kelvin e non Celsius, si tratta di -273,15°, il freddo assoluto». Il procuratore ha inoltre censurato il fatto che talune attività del passato abbiano travalicato le rigide regole sulla competenza funzionale, che per legge spettano unicamente all'autorità giudiziaria di Caltanissetta quando risultano coinvolti magistrati palermitani come indagati o persone offese.
Le parole pronunciate in Commissione hanno provocato una bufera politica immediata. Nei resoconti e nei comunicati d'agenzia del pomeriggio, i parlamentari della maggioranza di governo (da Fratelli d'Italia con Sara Kelany e Saverio Congedo) hanno definito l'audizione come un «atto d'accusa devastante», tornando a pretendere le dimissioni immediate di Scarpinato dall'Antimafia. Dal canto suo, il senatore del Movimento 5 Stelle ha respinto seccamente ogni addebito, bollando le ricostruzioni della Procura come «falsità» e denunciando un atteggiamento di sistematico «bullismo politico» teso a delegittimare decenni di impegno antimafia.
Fonte: ViU News

