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Aree interne e piccoli comuni, Anci Sicilia lancia l'allarme: "Il sistema è imploso"

Politica

Aree interne e piccoli comuni, Anci Sicilia lancia l'allarme: "Il sistema è imploso"

L'associazione chiede risorse, personale e una nuova stagione normativa per fermare la desertificazione demografica nell'Isola

Redazione

21 Ottobre 2026 18:12

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Guarda videoUn momento dell'incontro che si è svolto all'Ars

L'Anci Sicilia ha lanciato un forte allarme durante un incontro che si è tenuto nella sala Pio La Torre all'Ars di Palermo, chiedendo ai governi regionale e nazionale un cambio di paradigma per fermare la desertificazione demografica e la carenza cronica di servizi che svuotano i piccoli comuni dell'Isola. Secondo i dati Istat elaborati da Anci, in Sicilia sono 210 i comuni con meno di cinquemila abitanti, che operano sulla base di una normativa complessa e anacronistica a fronte di piante organiche ridotte all'osso e dissesti finanziari.

Per uscire dalla crisi, l'associazione propone di superare la logica dei centri isolati puntando sulle Unioni di Comuni per gestire in forma associata uffici tecnici, amministrativi, asili nido, scuole e trasporti. Il presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, ha dichiarato che bisogna strutturare un vero piano strategico per il ripopolamento, sottolineando come i comuni siano ridotti alla marginalità a causa di denatalità, migrazioni e assenza di infrastrutture.

Sulla stessa linea il segretario generale dell'associazione, Mario Emanuele Alvano, il quale ha evidenziato che non è tollerabile restare ancorati a un sistema burocratico rigido che impedisce di assumere le figure professionali necessarie per erogare i servizi minimi. Intervenendo all'incontro, il coordinatore nazionale della Consulta piccoli comuni di Anci, Alessandro Santoni, ha ricordato l'importanza dell'agenda nazionale "Controesodo" e ha ribadito la necessità di risorse stabili, valorizzazione del personale e politiche abitative rigenerative.

Santoni ha inoltre sintetizzato le richieste del manifesto di Anci in cinque punti, che comprendono lo sblocco dei contributi contro il dissesto idrogeologico, la stabilizzazione dei lavoratori del Pnrr, deroghe per le assunzioni di tecnici e assistenti sociali, aiuti per i bilanci in crisi e una burocrazia più snella. L'evento ha registrato la partecipazione di numerosi sindaci, amministratori ed esperti, oltre ai saluti istituzionali portati da Maurizio Zingales, Antonio Rini e Francesca Garigliano.

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