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Kandinsky, all’asta un capolavoro da 80 milioni di dollari

Cultura

Kandinsky, all’asta un capolavoro da 80 milioni di dollari

Un capolavoro di Wassily Kandinsky (1866-1944) potrebbe riscrivere il record di...

Adnkronos

23 Ottobre 2026 13:45

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(Adnkronos) - Un capolavoro di Wassily Kandinsky (1866-1944) potrebbe riscrivere il record di vendita dell'artista sul mercato internazionale. "Betonte Ecken", dipinto tra il 1922 e il 1923, sarà uno dei lotti di punta della vendita serale dedicata all'arte del XX secolo organizzata da Christie's a New York il prossimo 17 novembre, con una stima compresa tra 60 e 80 milioni di dollari. L'opera, il cui titolo è traducibile come "Angoli accentuati" (130 x 130 cm.), rappresenta una delle espressioni più significative della ricerca astratta del pittore russo, figura centrale nell'evoluzione dell'arte moderna. Secondo la casa d'aste, il dipinto è destinato a raggiungere una quotazione da primato, sostenuta dalla sua importanza storico-artistica, dalle dimensioni monumentali e dalla provenienza museale.

L'attuale record d'asta di Kandinsky è di 44,8 milioni di dollari, pagati da Sotheby's a Londra nel 2023 per" Murnau mit Kirche II" (Murnau con chiesa II), realizzato nel 1910. Una nuova conferma dell'interesse del mercato per l'artista è arrivata anche dalla recente vendita londinese di "Das bunte Leben" (La vita variopinta), dipinto del 1907 aggiudicato da Christie's per 31,56 milioni di sterline, pari a circa 42 milioni di dollari secondo i dati diffusi dalla casa d'aste.

Realizzato a Weimar, in Germania, negli anni iniziali dell'esperienza di Kandinsky al Bauhaus, Betonte Ecken testimonia una fase decisiva della sua evoluzione artistica. La composizione combina forme geometriche, linee diagonali e campiture cromatiche concentrate, organizzate secondo un equilibrio dinamico che richiama tanto le sperimentazioni costruttiviste maturate durante il soggiorno in Russia quanto i principi formali della celebre scuola tedesca. Il dipinto nasce in un momento di particolare intensità creativa. Nell'ottobre del 1922 Kandinsky aveva realizzato grandi murali per il foyer della Juryfreie Kunstschau di Berlino, una commissione che gli aveva consentito di esplorare le possibilità espressive di composizioni estese e immersive. Lo studio preparatorio di Betonte Ecken risale al novembre dello stesso anno, mentre la versione definitiva fu completata tra dicembre 1922 e gennaio 1923. L'opera anticipa alcuni aspetti di "Komposition VIII", realizzata nel 1923 e oggi conservata al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, considerata tra le massime espressioni della ricerca astratta dell'artista.

Nella pittura di Kandinsky, forme, colori e linee non sono semplici elementi decorativi, ma strumenti capaci di evocare ritmo, armonia e tensione emotiva. Il rapporto con la musica fu determinante per questa concezione, che mirava a superare la rappresentazione figurativa per costruire un linguaggio visivo autonomo.

La storia collezionistica di "Betonte Ecken" contribuisce ad accrescerne il valore. Il dipinto fu presentato in asta a Berlino nel 1926, proveniente dalla collezione Schwarz, e passò successivamente alla Galerie Nierendorf. Intorno al 1929 venne acquistato da Hilla Rebay, artista e consulente di Solomon R. Guggenheim, tra i principali sostenitori dell'arte non figurativa negli Stati Uniti. Guggenheim acquisì in seguito l'opera da Rebay e la donò nel 1941 al Museum of Non-Objective Painting di New York, istituzione che sarebbe diventata la Solomon R. Guggenheim Foundation nel 1952. Il dipinto rimase nella collezione museale fino al 1964, quando fu venduto da Sotheby's a Londra al mercante d'arte newyorkese Stephen Hahn. Dopo un successivo passaggio nella collezione dei coniugi Sandra e David Bakalar, l'opera tornò sul mercato nel 1986, in un'asta Sotheby's a New York, venendo acquistata dall'attuale proprietario, la cui identità non è stata resa pubblica. Christie's ha confermato che la vendita del 17 novembre è garantita, elemento che assicura l'aggiudicazione secondo le condizioni previste dalla garanzia, pur senza determinare in anticipo il prezzo finale.

Paige Kestenman, co-responsabile della vendita serale di Christie's dedicata all'arte del XX secolo, ha definito il dipinto una sintesi della concezione artistica di Kandinsky, capace di tradurre in un'esperienza unitaria l'idea wagneriana di Gesamtkunstwerk, ovvero l'"opera d'arte totale". Secondo la dirigente, il lavoro rappresenta non soltanto un punto di svolta nel percorso del pittore, ma anche un passaggio importante nello sviluppo dell'astrazione e nella sua influenza sulle generazioni successive.

Nato a Mosca nel 1866, Kandinsky si avvicinò alla pittura dopo aver intrapreso studi e attività nel campo del diritto e dell'economia. La svolta arrivò nel 1896, quando, trentenne, assistette a una rappresentazione del Lohengrin di Richard Wagner al Teatro Bolshoj di Mosca. L'esperienza musicale lo spinse a intraprendere una carriera artistica, convinto che la pittura potesse raggiungere una forza espressiva paragonabile a quella della musica. Da questa intuizione si sviluppò progressivamente una ricerca destinata a trasformare profondamente il linguaggio visivo occidentale. Tra il 1911 e il 1913 Kandinsky realizzò alcune delle prime opere pienamente astratte della tradizione artistica occidentale. Fu inoltre tra i protagonisti del gruppo Der Blaue Reiter (Il Cavaliere azzurro) e nel 1911 pubblicò Lo spirituale nell'arte, testo fondamentale per comprendere la sua concezione del colore e della forma come strumenti di espressione interiore. Dopo aver vissuto in Russia durante la Prima guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi, nel 1922 si trasferì a Weimar per insegnare al Bauhaus. Quando il regime nazista impose la chiusura della scuola nel 1933, si stabilì in Francia, dove visse fino alla morte, avvenuta nel dicembre 1944. (di Paolo Martini)

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