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Il Tar accoglie il ricorso dell’ex presidente del Tribunale: il Comune dovrà mostrare gli atti del cantiere

Cronaca

Il Tar accoglie il ricorso dell’ex presidente del Tribunale: il Comune dovrà mostrare gli atti del cantiere

La Terza Sezione del TAR Sicilia dà ragione a Salvatore Di Vitale sulla trasparenza dei titoli edilizi per i lavori vicino alla cortina muraria a Palermo.

Redazione

31 Ottobre 2026 09:02

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Guarda videoSede del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

La Terza Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha accolto il ricorso presentato dall'ex presidente del Tribunale Salvatore Di Vitale, stabilendo che il Comune di Palermo dovrà mostrare tutta la documentazione e le autorizzazioni relative a un cantiere aperto accanto a una cortina muraria del Cinquecento sottoposta a vincolo monumentale. La decisione è giunta con una sentenza depositata il 21 ottobre 2026, annullando il silenzio serbato dall'amministrazione cittadina di fronte alla richiesta di accesso agli atti.

La vicenda ha avuto inizio con la comparsa di un cartello pubblicitario che annunciava la realizzazione di eleganti ed esclusive abitazioni, accompagnata dalla contestuale recinzione di un'area adiacente all'immobile dove risiede l'ex magistrato. Preoccupato per la tutela del rudere cinquecentesco situato nelle immediate vicinanze, l'ex presidente Di Vitale si è rivolto agli avvocati Girolamo Rubino e Gaspare Tesè per presentare un'istanza formale di accesso agli atti indirizzata sia al Comune sia alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali.

L'obiettivo dell'istanza era chiarire quali titoli edilizi fossero stati rilasciati per l'intervento e verificare l'esistenza dei necessari benestare di natura storico-monumentale. Mentre la Soprintendenza ha risposto celermente nell'ottobre 2025 dichiarando l'assenza di documentazione nei propri archivi, dall'amministrazione comunale non è giunto alcun riscontro, determinando un silenzio-diniego che ha fatto scattare l'impugnativa davanti ai giudici amministrativi.

I giudici del TAR Sicilia hanno condiviso le tesi difensive dei legali, ribadendo che il diritto di accesso ai documenti costituisce un principio generale volto a garantire la trasparenza, l'imparzialità e la partecipazione dei cittadini. Nella sentenza è stato inoltre sottolineato come la vicinanza dell'immobile alle nuove opere attribuisca al cittadino una posizione qualificata, utile a legittimare il diritto di verificare la piena regolarità dei progetti edilizi.

Alla luce della pronuncia giudiziaria, l'amministrazione cittadina è stata condannata a esibire tutta la documentazione richiesta, comprensiva di progetti, titoli abilitativi ed eventuali pareri, entro il termine tassativo di 30 giorni. Palazzo delle Aquile dovrà inoltre farsi carico del pagamento delle spese processuali, liquidate dai giudici nella misura di 1.500 euro oltre agli accessori previsti dalla legge.

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