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Crisi idrica in agricoltura, il Tar accoglie il ricorso e annulla l’archiviazione dei contributi
Il tribunale amministrativo ha dato ragione a un'azienda agricola agrigentina annullando il provvedimento disposto dall'Amministrazione regionale.
Sede del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, con sede a Palermo, ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Francesco Christian Schembri e Michele Melfa per conto di un'azienda agricola della provincia di Agrigento, annullando il provvedimento con cui l'Amministrazione regionale aveva archiviato la domanda di aiuto legata alla crisi idrica. La decisione dei giudici garantisce la riammissione della società alla procedura per i finanziamenti destinati agli interventi in conto capitale nel comparto agricolo.
La vicenda giudiziaria era scaturita dall'esclusione del finanziamento a seguito del conferimento dell'azienda agricola individuale in una società semplice agricola. L'operazione aveva comportato il trasferimento dell'intero complesso aziendale senza interruzione dell'attività e con la permanenza del precedente titolare nella compagine societaria, un passaggio regolarmente comunicato agli uffici regionali.
L'Amministrazione regionale aveva tuttavia disposto l'archiviazione della pratica applicando una circolare interna del 23 giugno 2025, la quale aveva introdotto una limitazione temporale per il cambio di beneficiario, ammettendolo solo tra il decreto di impegno e quello di concessione. Il TAR ha confermato quanto già espresso in sede cautelare, riscontrando l'illegittimità di tale vincolo.
I giudici amministrativi hanno evidenziato come la circolare abbia modificato sostanzialmente le regole dell'avviso pubblico a domande già presentate e ammesse, violando i principi di trasparenza e parità di trattamento. Secondo la sentenza, per introdurre simili condizioni sarebbe stata necessaria una formale modifica del bando con riapertura dei termini, motivo per cui è stato annullato sia il diniego sia la disposizione interna.
«La decisione ribadisce un principio fondamentale: le regole di un avviso pubblico non possono essere modificate in corso di procedura attraverso circolari interne che introducano nuove condizioni o cause di esclusione non contemplate dalla disciplina originaria. Trasparenza, affidamento e parità di trattamento devono essere garantiti tanto ai partecipanti quanto agli stessi operatori economici che hanno già ottenuto l'ammissione alla procedura», hanno dichiarato gli avvocati Francescochristian Schembri e Michele Melfa.
La pronuncia costituisce un precedente significativo per il settore agricolo nell'Isola, in una fase in cui i sostegni pubblici risultano indispensabili per permettere alle aziende di superare l'emergenza idrica. L'anticipata comunicazione delle modifiche societarie consente inoltre agli uffici di svolgere i controlli sulla continuità aziendale prima di impegnare le risorse.

