LA RELIQUIA DI ROSARIO LIVATINO IN CITTA’ IN MEMORIA DEL ”GIUDICE RAGAZZINO” UCCISO DALLA MAFIA

LA RELIQUIA DI ROSARIO LIVATINO IN CITTA’ IN MEMORIA DEL ”GIUDICE RAGAZZINO” UCCISO DALLA MAFIA

Devozione, interesse, rispetto e commozione: la Peregrinatio Reliquiae del beato Rosario Angelo Livatino ha fatto tappa a Gela per una tre giorni ricca di esperienze formative, confronti e raccoglimento. La reliquia del “giudice ragazzino”, la camicia sporca di sangue che indossava il giorno dell’agguato, mercoledì è stata accolta dal Sindaco Lucio Greco in Aula Consiliare, dove si è tenuto un momento di preghiera alla presenza del Vicario Fornaio Don pasqualino Di Dio e del custode della reliquia don Gero Manganelo, oltre che di alcuni dipendenti comunali. Giovedì, dopo un incontro chi si è tenuto in mattinata presso la casa circondariale Balate, l’iniziativa, nel pomeriggio, si è spostata al Tribunale di Gela. “Fede e diritto, la magna carta della magistratura credente” è il titolo del convegno che si è tenuto presso l’aula Moscato, aperto dal presidente Roberto Riggio. In occasione di diversi eventi pubblici e conferenze sul tema della giustizia e sul ruolo del Giudice nella società odierna, Rosario Livatino delineò con numerosi suoi interventi la figura del magistrato dotato di una forte etica, apolitico, autonomo ed indipendente, lontano da condizionamenti di qualsivoglia natura, pronto al dialogo e al rispetto di tutti gli attori del procedimento, non ultima la persona da giudicare. Il profilo del giovane Giudice assassinato dalla stidda su una strada provinciale di Agrigento il 21 settembre del 1991,è stato tracciato dal postulatore diocesano don Giuseppe Livatino e dal dottor Salvatore cardinale, già presidente della corte di cassazione di Caltanissetta, che conobbe Rosario Livatino.

di Graziano Amato

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