LA MAGGIORANZA LASCIA L’AULA E NON PASSA LA MOZIONE PER RITIRARE LO SCHEMA DI BILANCIO

LA MAGGIORANZA LASCIA L’AULA E NON PASSA LA MOZIONE PER RITIRARE LO SCHEMA DI BILANCIO

Il futuro amministrativo di Gela è tutt’altro che scontato. Greco sta pagando lo scotto di essersi affidato ad un esperimento politico che non ha funzionato e oggi in aula c’è molta diffidenza. In maggioranza, che maggioranza più non è, si fa attenzione alle mosse di chi potrebbe lasciare la coalizione da un momento all’altro. Gli occhi sono puntati sulla nuova Democrazia Cristiana, il consigliere Vincenzo Cascino e l’assessore Giuseppe Licata. All’opposizione, la minoranza, se ancora cosi si può chiamare ( oggi conta 13 consiglieri contro i 10 pro Greco) ieri, in aula, non è riuscita a far passare la mozione proposta da Fratelli d’Italia, che avrebbe impegnato l’amministrazione a ritirare lo schema di bilancio su cui grava il parere negativo dei revisori dei Conti. Da quel lato dell’aula il centrodestra fa molta attenzione alle mosse delle tre consigliere progressiste che hanno scelto di non firmare la fiducia. Ieri in aula non c’era nessun membro dell’amministrazione. In assenza di un assessore il Sindaco avrebbe potuto aggiornare il consiglio sull’azione messa in campo per arrivare a correggere la bozza di bilancio o illustrare le mosse che ha pensato per evitare il predisse sto finanziario. Invece, caduto il numero legale, la seduta è stata sciolta. Un fatto molto grave secondo i proponenti della mozione. Greco si trova a dover fronteggiare situazioni complesse per cercare di mantenere la calma nella sua maggioranza, accontentare tutti e governare per un altro anno e mezzo. È previsto per domani l’incontro con la nuova Democrazia Cristiana. È probabile che tutti gli alleati rimasti stiano spingendo l’acceleratore per ottenere un assessorato (sono cinque quelli liberi). Sul Sindaco pende sempre la spada di Damocle della sfiducia. Con le firme di Forza Italia arriverebbe in aula e c’è chi, all’opposizione, sarebbe pronto a scommettere l’esito positivo, trainato anche da molti pro Greco. Davanti a tutte queste incognite, che al momento non garantiscono un governo stabile fino al 2024, la sorpresa potrebbe essere dietro l’angolo. Giocando ad un “toto – coalizioni” non sarebbe difficile scommettere su una battaglia a tre: autonomisti e liste civiche, fronte progressista (ma prima Pd e M5S dovranno fare pace) e centrodestra.

di Graziano Amato

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