IL CENTRO LIVATINO CONFISCATO AL BOSS GIUGNO NEL 2015 RIAPRIRÀ DOPO QUASI QUATTRO ANNI DI CHIUSURA

IL CENTRO LIVATINO CONFISCATO AL BOSS GIUGNO NEL 2015 RIAPRIRÀ DOPO QUASI QUATTRO ANNI DI CHIUSURA

“È lo stato che vince contro il malaffare” aveva dichiarato il Sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, nel 2018 quando quello che era un bene in uso alla Mafia poi diventato centro d’accoglienza Rosario Livatino nel 2016,venne ufficialmente assegnato al Comune di Niscemi. Del centro Livatino in questi anni si è discusso molto anche e soprattutto in campagna elettorale ed è diventato tema di mozione nello scorso Consiglio Comunale. Si tratta di un immobile composto da un terreno di 2 mila metri quadrati e di una villetta di 80 che la magistratura ha confiscato al boss niscemese Giancarlo Giugno, vicino a Cosa Nostra, nel 2015. Sito in contrada Vituso, non molto lontano dall’oasi “Madonna del buon consiglio” il bene fu subito individuato come luogo perfetto per iniziative sociali e solidali tanto da diventare poi un centro d’accoglienza per disabili con oltre una trentina di ospiti. Nel 2019,tuttavia col mancare dei fondi regionali la struttura chiuse i battenti tra le polemiche dei familiari degli ospiti ma anche tra l’indifferenza dei cittadini. Le prime interlocuzioni tra il Comune di Niscemi e l’Asp di Caltanissetta per la riapertura del centro risalgono al 2020 ma la struttura è stata di fatti chiusa per quasi quattro anni e nella recente tornata elettorale era diventata motivo di accusa nei confronti dell’Amministrazione Conti che a distanza di tre anni ne ha comunicato la riapertura di fronte a tutta l’Assise Civica.

Nel corso degli anni il centro Livatino è stato protagonista di vicende poco piacevoli, atti vandalici, incendi di natura dolosa e incuria generale per questo motivo l’edificio necessita sicuramente di interventi di manutenzione che ne rallenteranno la riapertura. Ad oggi, dunque è difficile dare delle tempistiche esatte. Nel frattempo il comune starebbe lavorando per l’assegnazione di altri beni confiscati alla Mafia.

di Stefano Blanco

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