DOMANI GLI ITALIANI SONO CHIAMATI A RISPONDERE AI QUESITI DEL REFERENDUM E A SCEGLIERE MILLE SINDACI

DOMANI GLI ITALIANI SONO CHIAMATI A RISPONDERE AI QUESITI DEL REFERENDUM E A SCEGLIERE MILLE SINDACI

In tutta Italia domani 12 Giugno si vota. Quasi nove milioni di persone chiamate a rinnovare le amministrazioni locali, mentre 51 milioni di elettrici ed elettori potranno votare per i referendum “giustizia”. Solo in provincia di Caltanissetta sono 7 i comuni i cui cittadini saranno chiamati alle urne: Acquaviva platani, Butera, Campofranco, Marianopoli, Niscemi, Resuttano e Sommatino. Oggi è giornata di silenzio elettorale e ormai i candidati si sono fatti conoscere e, in molti casi, hanno fatto parlare di loro. Per quanto riguarda il referendum bisogna fare un discorso a parte. Innanzitutto è sempre utile fare un riassunto di ciò per cui si sta andando a votare: il referendum sarà abrogativo ovvero votando si, i cittadini chiederanno di eliminare una determinata legge mentre votando no si esprimeranno a favore chiedendo che la legge rimanga invariata. Il primo quesito, da votare su scheda di colore rosso, riguarda l’incandidabilità dopo una condanna. In Italia, chi è condannato per alcuni gravi reati non può candidarsi alle elezioni, né assumere cariche pubbliche e, se è già stato eletto, decade automaticamente. Il secondo quesito, in scheda arancione, riguarda le limitazione delle misure cautelari: le misure cautelari sono provvedimenti – decisi da un Giudice – che limitano la libertà di una persona sotto indagine (quindi non ancora condannata). Alcuni esempi sono gli arresti domiciliari o il divieto di espatrio. Oggi, può essere applicata solo in tre casi: se c’è il pericolo che la persona fugga, che alteri le prove oppure che continui a ripetere il reato. Se vince il “sì”, viene eliminata la ripetizione del reato dalle motivazioni per disporre misure cautelari. Rimangono il pericolo di fuga e di alterazione delle prove. Gli ultimi tre quesiti, infine, riguardano per lo più i rapporti tra magistrati e giustizia. Con il terzo, in scheda colore gialla, si vuole eliminare la legge che impedisce ai magistrati di passare dal ruolo di pubblici ministeri, coloro che si occupano di svolgere indagini insieme alle forze dell’ordine a quello di giudici, coloro che emettono le sentenze. Il quarto, in scheda grigia, se dovesse essere approvato cambierebbe le regole per candidarsi al consiglio superiore della magistratura ovvero l’organo che supervisiona le indagini sui magistrati stessi. Infine, il quinto quesito in scheda verde, riguarda la valutazione delle azioni dei magistrati che ad oggi in Italia viene effettuata solamente da altri magistrati, se la legge dovesse venire abolita anche avvocati e professori universitari avrebbero il diritto di votare sull’operato dei magistrati. Si tratta di un referendum che copre un raggio molto ampio della nostra costituzione. A quanto pare forse proprio per la sua complessità molti cittadini sono ancora estranei a questi temi ma per far sì che le votazioni siano utili e abbiano un seguito bisognerà raggiungere il famoso quorum di elettori pari al 50% dei votanti più 1, parliamo di circa 26 milioni di italiani. Ad oggi il raggiungimento del quorum appare tutt’altro che scontato. Le elezioni amministrative potrebbero dare una grossa mano coinvolgendo tanti elettori già chiamati a votare per i loro sindaci ma per i comuni come Gela in cui non sono previste comunali pare molto probabile un alto astensionismo.

di Stefano Blanco

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