RIPARTONO DA ZERO I LAVORI PER LE CARATTERIZZAZIONI DEI FONDALI AL PORTO RIFUGIO

RIPARTONO DA ZERO I LAVORI PER LE CARATTERIZZAZIONI DEI FONDALI AL PORTO RIFUGIO

Che sarebbero ripartiti i lavori per il piano delle caratterizzazioni dei fondali al Porto Rifugio molti lo avevano preannunciato già mesi fa, quando sarebbero ripartiti rimaneva un dubbio. Lo scorso anno, durante un tavolo in Prefettura, emerse che il tempo trascorso da quando erano stati effettuati i primi prelievi era troppo e aveva fatto perdere ogni efficacia ai campionamenti già effettuati. Tutto questo portava ad un unica possibile soluzione, ovvero ripartire da zero, con una perdita non indifferente di denaro e aggiungendo ritardi su ritardi. Molti avevano criticato la lentezza della burocrazia accusando la regione di non aver dato la giusta attenzione ad una problematica che di fatti frenava la pesca uno dei settori più produttivi e longevi della città. Le critiche e le accuse dell’opinione pubblica e del comitato pro-porto alla fine devono aver convinto il dipartimento regionale ad accelerare l’iter. In questi giorni i primi movimenti mentre oggi il via ufficiale ai lavori. Al fine probabilmente di accelerare i lavori si è deciso di suddividere l’intera area in lotti da affidare a quattro ditte differenti. Stamattina a svolgere i primi prelievi che dovrebbero durare non più di qualche settimana, era presente la ditta “Atlantis” di Monreale. I campionamenti che verranno effettuati in questi giorni consistono essenzialmente nel prelievo di colonne di terra cosiddette “carote” di una lunghezza di circa 6 metri. Sei metri di terra che vengono divisi in sezioni e analizzate in laboratorio sia dalla ditta di competenza che dall’arpa, azienda regionale per la protezione dell’ambiente. Un lavoro delicato e influenzato anche dagli agenti atmosferici, come vento e pioggia. Si spera che questa volta nulla vada storto e che i 550 mila euro stanziati dalla regione non vengano sprecati. In assenza di un aggiornamento del piano di caratterizzazione non sarebbe possibile procedere in un iter che appare sempre più come un serpente che si morde la coda, e nonostante siano sempre state disponibili le somme per i lavori quella del porto è una questione infrastrutturale, economica, sociale che si trascina da anni e che si spera sia arrivata al suo atto conclusivo.

di Stefano Blanco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.