TANTA COMMOZIONE IN ONORE DI ROCCO VACCA RICORDATO ATTRAVERSO LA LETTURA DELLE SUE POESIE

TANTA COMMOZIONE IN ONORE DI ROCCO VACCA RICORDATO ATTRAVERSO LA LETTURA DELLE SUE POESIE

Padre, marito, amico e poeta, Rocco Vacca, nato nel 1945, durante la sua vita è stato tante cose. Lo scorso 3 aprile, a 77 anni è rimasto coinvolto in un banale incidente stradale durante una delle sue tradizionali passeggiate in centro, l’incidente per lui è stato fatale e con l sua morte ci ha lasciati un pezzettino della storia di Gela. Rocco era un cultore della “parlata” gelese e proprio per il suo legame con il nostro dialetto le sue poesie erano quasi più da ascoltare che da leggere, una sinfonia di suoni ormai lontani dai nostri tempi che il figlio ha voluto ricordare ieri sera in occasione delle serate di “primavera dell’arte” attraverso le poesie delle sue antologie “vulari senz’ali”, “cosi di Gela” o ancora “cca nasciu”. Rocco con le sue poesie ha raccontato la rinascita economica di Gela ma anche il lento abbandono dalle tradizioni dovuto proprio all’industrializzazione. Era legatissimo alle sue radici e con le sue opere inneggiava alla pace e all’amore verso il prossimo. Il suo capolavoro probabilmente fu il “sillabbariu”, insieme all’amico Orazio Emanuele Fausciana quattro anni di lavoro per raggruppare oltre tremila vocaboli gelesi tradotti in italiano e accompagnati da proverbi e locuzioni. Un vero gioiello esposto anche ieri sera. Tra le installazioni della “Gela in miniatura” in via Salonicco, era come se Rocco avesse ripreso vita e dato il suo saluto finale alla città che tanto amava.

di Stefano Blanco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.