SPATA DENUNCIA LA MANCANZA DEL PIANO DI UTILIZZO DEL DEMANIO CHE BLOCCA TANTI INVESTIMENTI SUL MAR

SPATA DENUNCIA LA MANCANZA DEL PIANO DI UTILIZZO DEL DEMANIO CHE BLOCCA TANTI INVESTIMENTI SUL MAR

Il rilancio economico  di Gela per il momento non può contare sulla Costa. La città non figura  tra le 11 bandiere blu assegnate in Sicilia e questo significa che il mare gelese non rispetta i parametri di qualità come la salubrità dell’acqua ma anche la qualità dei servizi offerti. Il futuro del pontile è a rischio, quello della Conchiglia è già deciso. Molti ristoratori non installeranno pedane e dehoors a causa dell’elevato costo del suolo pubblico. Gela si prepara a festeggiare gli 80 anni dallo sbarco alleato ma il centro studi in merito nascerà nella vicina Licata. A questo si aggiunge la mancanza di un piano di utilizzo del demanio marittimo. L’amministrazione pare non l’abbia mai redatto come denuncia il capogruppo della Lega in consiglio Giuseppe Spata. La disciplina dei piani di utilizzo del demanio marittimo in Sicilia era stabilita dalla legge regionale n. 15 del 29 novembre 2005 e imponeva ai comuni di dotarsi di un piano per poter rilasciare nuove concessioni balneari. La stessa legge prevedeva inoltre che le attività e le opere in concessione sul litorale costiero potessero «essere esercitate e autorizzate solo in conformità alle previsioni di appositi piani di utilizzo delle aree demaniali marittime» tuttavia, con la successiva legge 17/2021, la regione aveva consentito il rilascio di nuove concessioni balneari anche nei comuni privi di Pudm. La corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità della legge n. 17/2021 della regione Sicilia che consentiva alle amministrazioni comunali di rilasciare nuove concessioni balneari anche se prive di un piano di utilizzo del demanio marittimo. Tutto questo, di fatto, blocca gli investimenti degli imprenditori locali.

di Graziano Amato

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