COVID E PSICHE, LA STORIA DI FRANCESCA, IPOCONDRIACA A CAUSA DEL COVID-19: “PROVO ANGOSCIA, È NECESSARIO FARSI AIUTARE”

COVID E PSICHE, LA STORIA DI FRANCESCA, IPOCONDRIACA A CAUSA DEL COVID-19: “PROVO ANGOSCIA, È NECESSARIO FARSI AIUTARE”
Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di Rete Chiara

E’ la storia di Francesca (nome inventato), una donna di 55 anni che è risultata positiva al COVID-19 per tre settimane tra dicembre 2021 e gennaio 2022. In seguito le sono state diagnosticate comportamenti ipocondriaci da un professionista nel settore.

Correva l’anno 2020 quando la pandemia da Covid-19 ha causato diversi danni sia fisici che psicologici nella popolazione e persiste ancora oggi. Chi è stato contagiato ha avuto complicanze e fisiche anche dopo la fine della malattia. Tuttavia gli effetti per chi è stato contagiato non sono stati solo a livello fisico, come la sindrome da long Covid o infiammazioni cardiache, come la pericardite o la miocardite, ma anche a livello psicologico e mentale.

L’ipocondria

La maggior parte delle persone, soprattutto adulte e anziane, che hanno contratto il virus, presentano dopo molti mesi ancora dei consistenti danni psicologici. Sappiamo benissimo che chi ha subito il contagio, una volta risultato positivo, ha dovuto trascorrere più o meno giorni in uno stato di quarantena. Solo tramite tampone negativo si poteva uscire dallo stato di isolamento, però alcune persone che sono state contagiate hanno presentato i sintomi e la positività per molti giorni o addirittura settimane, quindi sono stati costretti a rimanere a casa senza poter uscire per bisogni personali e nemmeno per lavorare. Dover rimanere a casa e non poter fare niente ha provocato nelle persone un senso di tristezza, di solitudine, di noia, ma in molti hanno provato un senso di paura davvero esagerato in confronto ai sintomi che effettivamente presentavano.

Ciò ha provocato preoccupazioni nei confronti di una malattia per la quale si sa ancora poco, fino a diventare una vera e propria ossessione che scaturisce in atteggiamenti ipocondriaci. Si possono trovare diversi gruppi sui social, soprattutto su Facebook , dove le persone si dichiarano come “sopravvissute” al Covid-19 e condividono le loro preoccupazioni, le loro paure, le loro complicanze successive alla malattia. Ciò porta a una sensazione di paura per ogni minimo sintomo, angoscia, timore, sensazioni che ti trascinano in un tunnel nel quale non si vede mai l’uscita.

Cosa provi quando hai il senso di paura riguardo a sensazioni fisiche provenienti da pensieri ipocondriaci?

“Provo angoscia per il fatto che non riesco a conciliare e sedare la stessa paura – ha raccontato Francesca –  in questo periodo pandemico, le restrizioni dovute alle leggi in ordine, hanno cagionato in me un disagio sociale, e quindi ho cercato in ogni modo di stare lontana dalle altre persone. In tal modo ho convenuto stare sola, lontana dagli altri, per la mia stessa protezione e per quella di chi mi circonda”.

Come hai capito di essere ipocondriaca?

“Ho contratto il virus conosciuto come covid-19 a livello medio – ha detto Francesca – ma mi ha fatto scaturire un enorme paura che, nonostante la guarigione avvenuta mesi orsono, ho avvertito successivamente delle altre patologie non meglio diagnosticate che, assieme alla paura costante di ricadute, contribuiscono a uno stato d’animo di “malato”.

Hai mai pensato di farti aiutare da qualcuno?

“Mi sto facendo aiutare da persone specializzate nel settore, ma senza dubbio è fondamentale l’appoggio della mia famiglia – continua – pur vivendo ancora la situazione già espressa, il pensiero di riprendere una normale attività di vita con la famiglia mi aiuta in questo cammino. Nel luogo in cui mi trovo, mentre sto parlando, vedo una piccola luce di speranza all’orizzonte”.

di Simona Bonanno (Approfondimento giornalistico PCTO Liceo delle Scienze Umane Paritario “G. Gentile” di Caltagirone)

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