GELA, SUOLO PUBBLICO SBUROCRATIZZATO MA LE SIGLE DATORIALI RECLAMANO LE PROMESSE DELLO SGRAVIO ECONOMICO

GELA, SUOLO PUBBLICO SBUROCRATIZZATO MA LE SIGLE DATORIALI RECLAMANO LE PROMESSE DELLO SGRAVIO ECONOMICO

Gestori di bar, pizzerie e ristoranti dovranno pagare il suolo pubblico. L’anno scorso hanno avuto la possibilità di montare gratuitamente pedane e dehoors sui marciapiedi. Questo gli ha permesso di accogliere più clienti all’aperto, adattarsi  alle restrizioni Covid-19 e e limitare l’impatto economico delle perdite dovute al lock-down. Anche il decoro urbano ne ha giovato. Il centro storico e il lungomare, anche grazie alla ZTL, la scorsa estate si presentavano come un grande e ordinato salotto a cielo aperto. Le sigle datoriali non ci stanno. Sostengono che è ancora necessario concedere gratuitamente il suolo pubblico. Un primo confronto con l’amministrazione c’è stato, senza risultati. Pare che alcuni esercenti del centro storico che attendevano la proroga per l’occupazione gratuita del suolo pubblico siano stati già sanzionati. Per i sindacati di categoria anche le cifre richieste sono da capogiro. Secondo una loro stima un ristoratore potrebbe arrivare a sborsare 27mila euro per occupare 50metri cubi di suolo pubblico, 52mila euro per 100 metri quadrati. L’amministrazione non arretra e punta a promuovere le agevolazioni del decreto taglia prezzi. Durante il primo confronto si è arrivati all’incidente diplomatico. Le associazioni di categoria, in un comunicato stampa, hanno riportato le dichiarazioni dell’assessore di Stefano. Avrebbe sostenuto che senza gli incassi per il suolo pubblico si metterebbero a rischio gli stipendi dei dipendenti comunali. Lui smentisce. Secondo Antonio Ruvio, rappresentante sindacale presente all’evento su delega degli altri colleghi, quelle dichiarazioni l’assessore le avrebbe fatte ed è convinto comunque che i problemi finanziari del comune non dovrebbero rivedere sulla pelle degli imprenditori.

di Graziano Amato

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