GELA, DOPO LA TRAGEDIA DEL MERCATINO CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER L’AMBULANTE PROPRIETARIO DEL CAMION

GELA, DOPO LA TRAGEDIA DEL MERCATINO CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO PER L’AMBULANTE PROPRIETARIO DEL CAMION

Omicidio colposo aggravato, incendio e lesioni gravi. Con queste accuse la Procura della repubblica di Gela ha chiesto il rinvio a giudizio di Claudio catanese, l’ambulante agrigentino che fino al Giugno del 2019 ha venduto carne e polli allo spiedo al mercatino rionale di via Madonna del Rosario. La Polizia di Stato ha concluso le indagini preliminari, che hanno consentito di ricostruire quello che successe durante la tragedia del  5 Giugno di tre anni fa. In pieno giorno una potente esplosione travolse un’area del mercato. Prima il boato e lo scoppio di una bombola, poi l’incendio del camion adibito alla vendita di alimenti e infine il fuggi fuggi. Le cronache raccontano attimi di panico e confusione, tra urla, fiamme e terrore. Almeno 15 persone riportarono conseguenze. Alcune riuscirono a raggiungere il pronto soccorso autonomamente, altre furono trasportate d’urgenza in elisoccorso presso i centri specializzati di Catania e Palermo. A distanza di poco tempo morirono la 64enne Giuseppina Scilio e la 42enne Tiziana Nicastro. Gli altri feriti portano ancora sulla loro pelle  il segno indelebile delle ustioni.  da tre anni insieme ai parenti delle vittime, caduti nel totale sconforto, chiedono giustizia. Secondo la ricostruzione accusatoria il grave incidente si verificò a causa della negligenza e dell’imprudenza del titolare della rivendita di polli che avrebbe violato leggi e regolamenti. Diversi illeciti amministrativi in materia di responsabilità degli enti sono stati contestati alla società Sicilpetroli srl, con sede a Canicattì. Come qualcuno aveva già ipotizzato pare che le bombole fossero state riempite abusivamente più del dovuto dal commerciante in concorso con il personale della stazione di servizio in spregio al divieto di riempirle attraverso il carburante per autotrazione. Nel corso delle indagini, svolte con l’ausilio tecnico dei Vigili del Fuoco e personale del servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro, si è ipotizzato che tali operazioni sarebbero avvenute in violazione del divieto di riempirle  oltre il previsto limite Massimo dell’80% della capienza, circostanza che, secondo la Procura, indubbiamente avrebbe favorito il verificarsi della violenta esplosione. Ecco come si presentava la bombola subito dopo l’incidente. Squartata. Probabilmente anche le alte temperature estive potrebbero aver contribuito ad innescare la deflagrazione. . Tutt’oggi feriti e parenti delle vittime si chiedono perché non siano state condotte verifiche e controlli nei confronti di chi vendeva polli allo spiedo alimentando la brace con delle bombole a gas al centro del frequentatissimo mercatino. Di fatti sono state rilevate molteplici violazioni  contravvenzionali, tutte relative alla normativa di settore relativa alla sicurezza dei lavoratori e salubrità dei luoghi di lavoro. Le accuse sono pesanti, ma qualcuno, se ne ha la responsabilità, deve pagare. Nessuno restituirà la serenità ai feriti e chi non c’è l’ha fatta ai propri cari.  Giuseppina Scilio era una nonna amorevole. Tiziana Nicastro era nel pieno della sua vita e ha lasciato un marito e due figli in tenera età.

di Graziano Amato

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