GELA, UN’ALTERNATIVA GREEN UNICA NEL MONDO AI TERMOVALORIZZATORI L’ULTIMA PROPOSTA DI ENI

La notizia della costruzione di un termovalorizzatore qui a Gela sembra abbia interessato anche qualche colosso industriale. Il gruppo Maire Tecnimont attraverso un progetto presentato stamattina a Palazzo di Città dalla società Asja in collaborazione con MyRechemical vorrebbe portare a Gela, un’alternativa ai termovalorizzatori. Waste to chemical o distretto circolare, così è stato definito, un impianto che può trasformare tonnellate e tonnellate, circa 400.000 annue secondo le stime, di rifiuti in anidride carbonica e bio carburanti, tutto questo con emissioni vicine allo zero e un impatto sull’ambiente bassissimo dato che il macchinario non andrebbe costruito al di sopra di un area verde ma all’interno del perimetro industriale di Eni. Il comune andrebbe ad ospitare uno dei progetti tecnologicamente più avanzati e moderni al mondo, con ricadute positive sull’economia e lo sviluppo del territorio. Si parla di assunzioni fino a circa 1000 dipendenti per la costruzione che dovrebbe durare circa 3 anni e poi per la gestione e manutenzione del macchinario. La costruzione di questo impianto costerebbe all’incirca 700 milioni di euro e sarebbe in gran parte coperta da aziende private. Un costo, dunque, non lontano da quello del termovalorizzatore ma con vantaggi non indifferenti in termini di efficienza, salute e rispetto ambientale. Una proposta sicuramente allettante che arriva in un momento in cui la Sicilia intera inizia finalmente a porsi il problema dei rifiuti in termini di ecosostenibilità, il sindaco però dopo le vicissitudini con il Governo regionale ha deciso di prendere del tempo per riflettere sulla decisione insieme alla sua giunta e ai consiglieri annunciando un incontro monotematico. Una scelta che segue la linea guida dell’amministrazione di non accettare accordi a priori ma che sembrava indirizzata verso il sì. Adesso Gela ha un’alternativa e una carta da giocarsi nei tavoli che contano come quelli regionali, una cosa è certa il sindaco ha una responsabilità non indifferente perché la sua scelta oggi potrebbe risolvere l’atavico problema dei rifiuti in città oppure condannare Gela a diventare la pattumiera della Sicilia.

di Stefano Blanco

 

 

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