CHIROPRATICO FU COSTRETTO A CHIUDERE IL SUO STUDIO CON INGENTI DANNI: “CHIEDIAMO GIUSTIZIA”

CHIROPRATICO FU COSTRETTO A CHIUDERE IL SUO STUDIO CON INGENTI DANNI: “CHIEDIAMO GIUSTIZIA”

Era stato costretto a chiudere il proprio laboratorio per due anni  dove tutt’oggi svolge l’attività di chiropratico. Dopo sei anni il signor Lorenzo Sauna e il  suo legale Francesco Bellino chiedono che venga fatta completa luce su un episodio che reputano assurdo e che ha generato danni economici ingenti e discrediti in ambito professionale. La vicenda si trascina da tempo da tribunali in tribunali e affonda le radici nel lontano 2014 quando secondo la difesa qualcuno volle mettere i bastoni tra le ruote al signor Sauna che all’interno del suo laboratorio svolgeva l’attività di chiropratico in forza a titoli regolarmente conseguiti. Prima una denuncia anonima che portò al sequestro dello studio. Nel documento venne contestato il fatto che il signor sauna somministrava medicinali pericolosi e non era iscritto in nessun albo professionale. Subito dopo l’indagine accertò che il signor Sauna avrebbe potuto operare senza abilitazione, così come stabilito dalle norme in vigore e di conseguenza fu disposto il dissequestro del laboratorio. A distanza di due giorni però il comune, sostenuto da una nota dell’azienda sanitaria provinciale, dispose ancora una volta il sequestro dei locali. Secondo l’ASP svolgeva attività sanitarie non autorizzate. È proprio contro il comune e un funzionario dell’ASP che si è incentrata in questi anni la battaglia legale seguita dall’avvocato Bellina cercando di dimostrare che l’attività svolta dal signor Sauna non era assimilabile a quella di un medico chirurgo. Dal 2014 al 2016 il laboratorio di chiropratica del signor Sauna infatti rimase chiuso. In quei 24 mesi il comune pare avviò verifiche pretendendo che Sauna tornasse ad operare dopo l’acquisizioni di alcune autorizzazioni che doveva rilasciare l’ASP. Qui secondo la difesa si è innescato l’ennesimo paradosso. Lo stesso funzionario contro cui punta il dito l’avvocato Bellina pare avesse sostenuto che  l’attività  chiropratica non rientrasse tra quelle mediche e quindi l’ASP non avrebbe potuto e dovuto rilasciare nessuna autorizzazione. Praticamente tutto il contrario di quello che aveva sostenuto mesi prima, a tal punto da far chiudere lo studio. Una situazione di stallo che portò il comune a non revocare l’ordinanza di chiusura per due anni che poi grazie al lavoro svolto dalla difesa dopo due anni fu revocata. Fu stabilito che il lavoro del signor Sauna, tutt’ora svolto,   può essere ricondotto ad attività a servizio della persona a carattere non sanitario proprio come estetisti ed acconciatori. In questi anni la difesa ha avanzato denunce e querele nei soggetti ritenuti responsabili dei fatti pare senza non poche difficoltà legate alle tempistiche che rischiano di portare i casi alla prescrizione. Dopo anni di peripezie il signor Sauna e il suo avvocato pretendono assoluta giustizia.

di Graziano Amato

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