“POSITIVI E ABBANDONATI” DALL’ASP CHE PARE NON LEGGA LE MAIL ISTITUITE PER SNELLIRE I PROTOCOLLI

“POSITIVI E ABBANDONATI” DALL’ASP CHE PARE NON LEGGA LE MAIL ISTITUITE PER SNELLIRE I PROTOCOLLI

Continua l’odissea di tanti gelesi risultati positivi al Covid-19 dopo un tampone autosomministrato ma privi di Green Passa da guarigione. I protocolli sono chiari, ma a volte non vengono rispettati né dai cittadini né dall’azienda sanitaria. Colpa i pazienti ne hanno poca. La prassi vuole che dopo un tampone fai da te si vada in farmacia per eseguire un tampone di conferma. Non tutti però hanno mezzi, forza e salute per farlo. Per questi casi c’è un’email a disposizione a cui centinaia di cittadini e medici di famiglia degli stessi si sono rivolti, senza mai ricevere una risposta. Dunque  i pazienti sono rimasti sconosciuti all’ASP e per l’autorità sanitaria la loro positività non è mai esistita. Di conseguenza non hanno neanche potuto eseguire il secondo tampone di controllo e ricevere il certificato di guarigione. Ha del particolare la storia della signora Daniela, risultata positiva al test fai da te lo scorso 23 dicembre dopo essere venuta a conoscenza della positività del marito convivente. Dunque la signora è un contatto stretto di un positivo. Non solo le sue email dopo il tampone eseguito a casa sono state ignorate, ma è stata rispedita a casa anche quando insieme al marito si è recata in contrada Brucazzi, lo scorso 31 dicembre, per eseguire un test di controllo in quanto contatto stretto. Rispedita a casa, la signora Daniela ha proseguito l’isolamento fino al 2 gennaio, quando ha scoperto di essersi negativizzata grazie ad un altro tampone fai da te. Il suo Green Pass da seconda dose scadrà il 30 gennaio, non è mai stata inserita nel circuito e non potrà mai ricevere la nuova certificazione verde da guarigione valida per nove mesi. Una soluzione ci sarebbe, ed è quella di ricevere la terza dose per ottenere un nuovo Green Pass. Ma è un opzione che impaurisce chi è appena guarito dal Covid-19. La normativa prevede che un paziente negativizzato possa ricevere la terza dose dopo 4 mesi, anche se secondo il parere di qualche medico potrebbe benissimo riceverla subito dopo il contagio, proprio come potrebbe accadere con un positivo asintomatico che si sottopone alla vaccinazione. Quella della signora Daniela non è l’unico caso emblematico di questa quarta ondata. C’è un’ottantenne bloccata a casa da giorni nonostante sia risultata positiva al primo tampone eseguito in farmacia. Non è autonoma, non sa se è ancora positiva, nessuno può e vuole accompagnarla ad un centro rischiando di essere contagiato. Il suo medico di famiglia ha avviato la procedura per richiedere un tampone domiciliare già diversi giorni fa, inviando una email agli indirizzi comunicati dall’ASP ma nessuno si è ancora fatto vedere. Ci si chiede allora a cosa servono gli indirizzi email forniti dall’ASP se nessuno controlla e risponde. Chiaramente con quattromila positivi diventa difficile rispondere a tutti ma di segnalazioni alla nostra redazione ne sono arrivati centinaia, anche quando la situazione epidemiologica in città era meno grave. I protocolli sono cambiati per snellire le procedure e accorciare le attese, ma nessuno presta attenzione a quei pazienti fragili a cui l’ASP stessa ha dedicato percorsi differenti.

di Graziano Amato

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