FACCIA A FACCIA TRA CGIL E ASP SULL’ORGANIZZAZIONE DELLE TERAPIE INTENSIVE DI GELA E CALTANISSETTA

FACCIA A FACCIA TRA CGIL E ASP SULL’ORGANIZZAZIONE DELLE TERAPIE INTENSIVE DI GELA E CALTANISSETTA

E’ giallo sui posti letto delle terapie intensive Covid-19 in provincia di Caltanissetta. È la funzione pubblica della Cgil che nelle scorse ore è tornata a pungolare l’Asp, in merito alla rianimazione del Sant’Elia di Caltanissetta. In una nota i segretari Rosanna Moncada e Angelo Polizzi hanno denunciato la mancata riapertura del reparto, chiuso a maggio del 2020 evidenziando come il personale della rianimazione sia stato nel frattempo spostato nei presidi minori senza attivare la mobilità interna. Il sistema sanitario nisseno in tilt ha dimostrato l’incapacità della dirigenza sanitaria nissena – si legge in una nota -nel prevedere i problemi e affrontare la situazione di crisi che stiamo vivendo in questi giorni. I rappresentanti sindacali si rivolgono all’assessorato regionale alla salute affinché agli attuali dirigenti non venga data facoltà di decidere per la salute dell’intera provincia . La risposta del direttore generale Alessandro Caltagirone non si è fatta attendere. “ La terapia intensiva Covid-19 è stata chiusa perché al momento non ci sono pazienti – ha scritto il manager in una nota stampa ed è evidente che, il personale va ottimizzato affinché possa di volta in volta essere indirizzato laddove vi siano pazienti che hanno bisogno di cure. Un principio banale, ma evidentemente poco comprensibile a chi dimostra di non conoscere cosa accade davvero in un’azienda sanitaria. Se ci fosse la necessità di ricoverare un paziente  l’assistenza continuerebbe ad essere garantita così come è successo fino a ieri. Caltagirone ha ancora specificato che quando vengono occupati i posti letto alla rianimazione di Gela vengono attivati quelli di Caltanissetta. Alla nostra redazione in realtà risulta che molti pazienti sono stati trasferiti in altre province, come quella di Catania, piuttosto che al Sant’Elia di Caltanissetta. Un aspetto che può sembrare banale ma non lo è così tanto per i parenti dei positivi. La Cgil oltre ai posti letto in rianimazione ha acceso i riflettori sulle assunzioni. Qualche giorno fa il click day è andato praticamente in tilt. L’ ASP nissena  non riesce ad attivare in emergenza gli istituti contrattuali – sostiene ancora la Cgil – per assicurare l’assistenza necessaria . Anche in questo caso il manager ha prontamente risposto. “L’inconveniente è stato generato dalla ditta che ha in carico il funzionamento del software. Un problema che peraltro ha trovato una recente soluzione; abbiamo, infatti, chiesto alla ditta di strutturare un sistema che consentirà di non generare più blocchi”. Va precisato però che a distanza di poco tempo questo è il secondo click day che va in tilt. In ogni caso Caltagirone ha garantito che sono stati assunti 37 infermieri che prenderanno servizio nei prossimi giorni. Risposte che non hanno comunque convinto i segretari della Cgil. Un botta e risposta che continua quella  tra la  Cgil e la direzione sanitaria. Caltagirone definisce la nota diffusa dalla sigla sindacale piena di contraddizioni  confusioni. “Sono molte le azioni messe in campo in questi mesi da chi è veramente in prima linea, in primis gli operatori sanitari. Effettueremo inoltre anche una ricognizione straordinaria per avere contezza di tutto il personale presente in azienda che pur avendo competenze sanitarie non svolge tale funzione. Di certo sarà per tali soggetti un’occasione per essere davvero in prima linea e fornire supporto in un momento difficile”

di Graziano Amato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.