OSPEDALE IN AFFANNO: “TERAPIA INTENSIVA ENI APPALTATA MENTRE ALL’INFETTIVOLOGICO ARRIVATA LA TAC”

OSPEDALE IN AFFANNO: “TERAPIA INTENSIVA ENI APPALTATA MENTRE ALL’INFETTIVOLOGICO ARRIVATA LA TAC”

A Gela non accenna a calare la curva dei contagi. Con 355 nuovi casi in isolamento domiciliare la città sfonda quota quattromila positivi. Ricoveri stabili nelle ultime 24 ore ma al Vittorio Emanuele continuano ad esserci 33 posti letto occupati, 27 in malattie infettive e 6 in terapia intensiva. L’ospedale è in affanno, con i reparti saturi e gli operatori esausti. Non c’è traccia di un Covid-19 hotel e qualche paziente è stato trasferito addirittura presso altre provincie, mentre pare che la terapia intensiva del Sant’Elia di Caltanissetta non sia stata ancora riconvertita. Ad un anno e mezzo dall’annuncio pare che invece si muovi qualcosa in merito alla terapia intensiva finanziata da Eni. Il progetto prevede la realizzazione di 10 posti letto. La costruzione del nuovo reparto riuscirebbe a dare margini di respiro al Vittorio Emanuele, visto che gli 8 posti ordinari in rianimazione non bastano più con una variante omicron che corre e costringe i vaccinati e i più deboli a finire in terapia intensiva. Le vaccinazioni corrono, all’Hub tanti gelesi stanno ricevendo ancora la prima dose ma non saranno completamente coperti prima di un mese. Il Vittorio Emanuele dunque continuerà ad essere sotto pressione presumibilmente per ancora qualche mese, per questo non può permettersi di farsi trovare impreparato. Intanto nelle scorse ore è arrivata la tac al pronto soccorso infettivologico, già operativo ma solo per metà. Il completamento del nuovo pronto soccorso dedicato ai pazienti Covid-19 permetterà di trattare i casi in un unico blocco, con corsie riservate e senza il rischio di contagiare altri ambienti per poi trasferirli nei reparti interni.

di Graziano Amato

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