LA CURVA EPIDEMIOLOGICA NISCEMESE CONTINUA A SALIRE E INTANTO ANCHE IL DRIVE IN È PRESO D’ASSALTO

LA CURVA EPIDEMIOLOGICA NISCEMESE CONTINUA A SALIRE E INTANTO ANCHE IL DRIVE IN È PRESO D’ASSALTO

Anche a Niscemi la curva dei contagi sfiora picchi mai visti da inizio pandemia. Spesso in questi due anni di pandemia alla crescita dei contagi, a Gela e in provincia, seguiva una ricaduta anche sulla città del carciofo. In questa quarta ondata si pensava, invece, che Niscemi stesse sfuggendo all’impennata. Poco prima delle festività natalizie quando a Gela si registravano già i primi picchi importanti superiori ai 50, 100 casi giornalieri, a Niscemi raramente si superavano i 20 positivi. Subito dopo Natale, tuttavia, i casi sono iniziati a crescere in numero e frequenza. Dal 28 di dicembre in poi la curva epidemiologica è salita vertiginosamente arrivando a toccare i 60 casi al giorni nell’ultima settimana. Si tratta di numeri decisamente alti, vicini, in proporzione agli abitanti, a quelli registrati a Gela. Solamente negli ultimi 10 giorni a Niscemi sono stati registrati 3 positivi. Il numero totale di positivi aggiornato ad oggi considerando anche i guariti è di 342 di cui 338 in quarantena domiciliare, 3 ricoverati in malattie infettive e 1 paziente in terapia intensiva. Difficile capire a monte di quanti tamponi, ma la curva dei contagi continua a crescere in maniera costante e questo è il dato più allarmante. Ogni giorno i numeri continuano a salire, l’unica tregua è stata data giorno 2 gennaio con soli 8 positivi ma è molto probabile, se non sicuro, che il numero non fosse in linea con gli altri giorni a causa del bassissimo numero di tamponi processati dato che giorno 2 era domenica. Ma il dato più avvilente è quello dei decessi, a Niscemi da inizio pandemia sono stati 41 coloro i quali ci hanno lasciato a causa del Covid-19, non solo numeri ma persone. Per quanto riguarda le scuole, Niscemi è ancora fuori dalla zona arancione, dunque la didattica dovrebbe proseguire in presenza, tuttavia, il sindaco si sta adoperando per cercare di rinviare l’apertura in presenza almeno per la prima settimana così da effettuare gli screening necessari sulla popolazione scolastica ed eliminare ogni rischio nelle scuole, come lui stesso ha dichiarato. Intanto al drive in di Niscemi la situazione è simile a quella che si sta verificando in tutta Italia. Una corsa ai tamponi mai vista con file chilometriche. Le file come anche le lunghe attese purtroppo non dipendono dagli operatori sanitari che, anzi, in queste settimane sono chiamati a fare gli straordinari, per questo è giusto che un pensiero vada anche a loro che stanno mettendo a repentaglio la loro stessa vita.

di Stefano Blanco

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