A GELA FINE ANNO COL BOTTO CON 508 NUOVI POSITIVI E 9 RICOVERI MENTRE L’OSPEDALE È AL COLLASSO

A GELA FINE ANNO COL BOTTO CON  508 NUOVI POSITIVI E 9 RICOVERI MENTRE L’OSPEDALE È AL COLLASSO

Fine anno col botto a Gela in merito al contagio Covid-19. In soli tre giorni, dal 30 dicembre al 1 gennaio, sono risultati positivi 508 gelesi, tutti posti in isolamento domiciliare. Grave il bilancio dei ricoveri con due nuovi ingressi in rianimazione e 9 in degenza ordinaria. Praticamente il Vittorio Emanuele è stracolmo: la terapia intensiva è tutta occupata, così come malattie infettive e il reparto medicina, con le barelle posizionate anche nei corridoi e pare in spazi improvvisati all’interno di alcune stanze libere. Il weekend di capodanno si è portato via la 101esima vittima Covid-19 gelese mentre in 58 sono guariti. Per la prima volta Gela raggiunge e supera quota 1000, ora sono 1526 i positivi. Tra i 27 ricoverati ci sono tanti giovani, quasi tutti non vaccinati. In rianimazione c’è una donna vaccinata, immunodepressa reduce da un delicato intervento. Sotto pressione non c’è soltanto il Vittorio Emanuele. Le farmacie continuano ad affollarsi così come l’ex terminal bus di contrada Brucazzi dove si creano  disagi: in fila per ore ci sono contatti stretti di positivi, gente che ha terminato la quarantena, soggetti non segnalati da ASP. Sale la tensione fra code chilometriche e attese infinite.  C’è poco personale, così come all’Hub del Palacossiga.  Le regole dal 31 dicembre sono cambiate, in merito a quarantene e  tamponi da eseguire in caso di contatto con un positivo. Ecco come si sta organizzando l’ASP di Caltanissetta che continua a ricevere critiche dagli utenti in merito a ritardi e disorganizzazione. L’emergenza  secondo il manager dell’ASP Alessandro Caltagirone durerà altre due settimane. Bisognerà capire se l’apertura del nuovo drive in, la assunzioni e le nuove regole ministeriali alleggeriranno la pressione sul sistema sanitario locale, al collasso. Non c’è traccia della nuova terapia intensiva finanziata da Eni. L’ex presidente Francesco franchi ha lasciato la guida del colosso industriale. Arriverà un nuovo amministratore, sperando che questo cambio di guardia non faccia slittare ancora i tempi. Annunciato ormai un anno e mezzo fa, si tratta di un reparto fondamentale visto che nella rianimazione Covid-19 non c’è più posto. Secondo Franchi, che ha seguito fin dall’inizio l’iter, i lavori dovrebbero iniziare a fine mese.

di Graziano Amato

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