BOGNANDI SI RACCONTA NEL LIBRO “UNA VITA, UNA STORIA: IL MIO PASSATO-PRESENTE PER NON DIMENTICARE”

BOGNANDI SI RACCONTA NEL LIBRO “UNA VITA, UNA STORIA: IL MIO PASSATO-PRESENTE PER NON DIMENTICARE”

PROPRIO IN QUEL VENTENNIO DEL NOVECENTO SI VEDEVANO SCENE DI TANTE MANI CHE SI MUOVONO DAI FINESTRINI DEI TRENI, FAZZOLETTI CHE SALUTANO LA PROPRIA TERRA, MOGLI, MADRI, PADRI E FIGLI. IL CORAGGIO DI CERCARE IN ALTRI PAESI LONTANI IL LAVORO. OGNI EMIGRATO, COME SALVATORE,  PORTAVA CON SE LA SUA SPERANZA, LA SUA VALIGIA DI CARTONE E IL SUO CAPPOTTO NUOVO E RIVOLTATO. DALLA STRAGE DI MARCINELLE, DAI VIAGGI IN NAVE PER LE AMERICHE, INTERMINABILI GIORNATE VISSUTE GIÀ DAL VIAGGIO STESSO, SI RACCONTA LA SOFFERENZA. MA IL VIAGGIO DI PARTENZA, APPRODA A QUELLE TERRE DI ACCOGLIENZA CON QUELLE VALIGIE DI CARTONE COLME DI SOGNI, SOLDI CUCINI NELLA CAMICETTA, ALLA RICERCA DEL FUTURO E DIGNITÀ.

UN VOLUME CHE PARLA DI SPERANZE, DELUSIONI, EMOZIONI, AI LUTTI E A TUTTO CIÒ CHE HO PROVATO MORALMENTE – HA DETTO SALVATORE – DI FATTI E MISFATTI CHE SONO ACCADUTI NELLA NOSTRA PATRIA, A SOMMI CAPI, PER INFORMARE I PIÙ GIOVANI CHE FORSE NON CONOSCONO”.  CHI VIVE LONTANO DALLA TERRA D’ORIGINE, CONOSCE BENE LA NOSTALGIA FATTA DI COLORI, SAPORI E PROFUMI CHE MARCANO, ANCHE ATTRAVERSO GENERAZIONI, L’IDENTITÀ DELLA PERSONA. COSÌ SALVATORE, OGGI OTTANTENNE, HA CONOSCIUTO BENE QUESTA EMOZIONE E SENTE FORTEMENTE IL RICHIAMO DELLE SUE RADICI. “QUANDO ERO PICCOLO – HA DETTO SALVATORE – – SIAMO CRESCIUTI IN UN PAESINO DI CAMPAGNA, ERAVAMO IN NOVE IN UNA PICCOLA CASETTA, LAVORAVO IN CAMPAGNA CON MIO PADRE, A SCUOLA ANDAVO MOLTO BENE PER DARE ANCHE SODDISFAZIONE AI MIEI GENITORI CHE FACEVANO SACRIFICI PER ME.  “CONTINUA SALVATORE – HO DECISO DI PARTIRE PER MILANO PERCHE’ NELLA MIA TERRA NON C’ERA POSTO PER ME. DOPO IL MILITARE HO IMMEDIATAMENTE TROVATO IL LAVORO A MILANO E PIANO PIANO HO AVUTO LE MIE SODDISFAZIONI CON SACRIFICI E DIGNITA'”.

di Jessica Montemagno

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