HANNO CHIUSO L’ATTIVITÀ DI ORTOFRUTTA DIETRO MINACCE MA LE INTIMIDAZIONI CONTINUANO

HANNO CHIUSO L’ATTIVITÀ DI ORTOFRUTTA DIETRO MINACCE MA LE INTIMIDAZIONI CONTINUANO

Ennesimo attentato nei confronti di un ex titolare di una rivendita di ortofrutta. Ieri sera intorno alle 22:30, nel bel mezzo di un tranquillo venerdì, il portoncino della sua abitazione, una palazzina popolare del quartiere Fondo Iozza è stato distrutto dalle fiamme. Ignoti avrebbero appiccato un incendio proprio nel pianerottolo di casa sua, nel tentativo di intimidirlo. All’interno dell’abitazione è subito scattato il terrore alla vista del fumo nero che entrava da sotto il portone. L’allarme è stato lanciato dalle due figlie minorenni sedute in salotto. L’uomo in passato ha denunciato tre soggetti gelesi che negli scorsi giorni sono stati arrestati con l’accusa di estorsione aggravata. Negli ultimi due anni l’uomo pare sia stato bersaglio di diverse minacce dirette e indirette a cui sarebbero seguiti veri e propri episodi intimidatori, tutti di stampo mafioso come atti incendiari ai sui veicoli e taniche di benzina posizionate di fronte casa e lavoro. Non è chiaro se l’episodio di ieri sera sia legato o meno alle denunce o piuttosto ai recenti dissapori nati tra la famiglia e i condomini. La Polizia di stato negli scorsi giorni ha arrestato tre soggetti riconducibili alla famiglia Rinzivillo e al clan gelese di ‘Cosa Nostra’ grazie a delle intercettazione e denunce. Il tutto faceva parte di un’operazione antimafia cominciata nel 2019, periodo a cui risalirebbe il primo evento intimidatorio ai danni del commerciante che per questo pensa che gli arresti e l’attentato siano collegati. Resta comunque un atto anomalo, effettuato alle prime luci della sera, con l’intera famiglia, compresi i figli minorenni, ancora in casa, a pochi giorni da un blitz antimafia. A distanza di quasi trent’anni dalle terribili stragi di mafia, dunque, Gela ripiomba in un teso clima di terrore.

di Stefano Blanco

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