VIVERE A SPINASANTA È DIVENTATO UN INCUBO MA I RESIDENTI NON HANNO INTENZIONE DI MOLLARE

VIVERE A SPINASANTA È DIVENTATO UN INCUBO MA I RESIDENTI NON HANNO INTENZIONE DI MOLLARE

La contrada Spinasanta sembra non avere pace, continuano ad emergere diversi disservizi che la rendono una zona invivibile nonostante molti cittadini gelesi abbiano lì la residenza da anni o in altri casi seconde abitazioni pensate per fuggire dal caos cittadino. Se in passato era facile rifugiarsi in campagna per un po di pace adesso la situazione sembra diventata insostenibile. Tutto a partire dalle strade molte delle quali impraticabili per normali auto da città. In alcuni casi i residenti  hanno deciso persino di acquistare controvoglia veicoli 4×4 e spesso sono costretti a percorrere strade secondarie. Una delle più percorse li costringe ad entrare in una piccola stradina sterrata nel bel mezzo della strada provinciale, senza ovviamente la presenza di linee tratteggiate sulla carreggiata o di apposita segnaletica. Per non parlare poi delle buche che al di là delle forti piogge degli ultimi mesi in quelle strade sono sempre apparse più come grosse voragini a volte riparate a spese dei residenti e a volte lasciate in balie delle acque che le rendono per lunghi tratti impercorribili e di conseguenza pericolose per le autovetture. E infine il servizio di raccolta rifiuti. La contrada è presa di mira come tutti sanno dai cosiddetti sporcaccioni che piuttosto che aspettare il passaggio della Tekra decidono di recarsi a Spinasanta incuranti della presenza di famiglie e bambini. Come se non bastasse a neanche un mese dall’istituzione dell’isola ecologica di Farello, il presidio che sembrava star funzionando è stato rimosso costringendo molti residenti a gettare il loro rifiuti o al vicino campo Santo a a casa di amici e familiari che vivono in città. E le problematiche non sembrano finire, basterebbe aprire la parentesi acqua corrente o rifiuti in amianto. Insomma la situazione per chi vive a Spinasanta è diventata un incubo. Molti ci stanno ripensando o si sono già ritrasferiti in città, ma c’è chi ha investito tempo e denaro cercando di costruirsi un angolo di paradiso tra gli spazi verdi e incontaminati della campagna e continua a lottare semplicemente per essere ascoltato e godere dei servizi essenziali che anche un zona periferica merita.

di Stefano Blanco

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