CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ALL’UNANIMITÀ LA RICHIESTA DI STATO DI CALAMITÀ PER I DANNI ALL’AGRICOLTURA

CONSIGLIO COMUNALE APPROVA ALL’UNANIMITÀ LA RICHIESTA DI STATO DI CALAMITÀ PER I DANNI ALL’AGRICOLTURA

I danni causati dal maltempo a Niscemi e nel circondario, compresa la già martoriata piana di Gela, hanno messo in ginocchio l’agricoltura locale. Il settore motore della nostra economia sta vivendo un periodo di crisi mai riscontrato prima d’ora. Le produzioni, in primis quella di carciofi, devono vedersela con ostacoli insormontabili, dalla concorrenza sleale degli altri paesi europei, resa possibile dalla scarsa regolamentazione sulle esportazioni dell’unione europea,   alla siccità senza precedenti registrata questa estate e adesso anche col maltempo. Fenomeni estremi da un senso e dall’altro riconducibili al cambiamento climatico che stanno rendendo il bacino Mediterraneo un luogo sempre più tropicalizzato. E allora  quando la natura è avversa la politica deve agire, ecco perché l’Amministrazione comunale niscemese ha indetto un consiglio straordinario per discutere delle azioni da intraprendere in aiuto degli agricoltori. Ieri sera, dunque, alla presenza della quasi totalità dei consiglieri comunali è stata approvata all’unanimità una mozione che prevede la richiesta di stato di calamità naturale. Gli agricoltori colpiti da calamità naturale conclamata possono beneficiare di diverse agevolazioni. Si tratta di misure erogate dal ministero delle politiche agricole grazie al fondo di solidarietà nazionale. Contributi in conto capitale fino all’80 per cento del danno accertato, sospensione del pagamento delle rate di credito agrario, Prestiti quinquennali, proroghe ed esoneri parziale dal pagamento di contributi previdenziali e assistenziali. Il fondo di solidarietà nazionale prevede altre tipologie di intervento tra cui incentivi per stipulare contratti assicurativi contro i danni e  interventi di ripristino delle infrastrutture connesse all’attività agricola. L’attivazione dei suddetti interventi può essere disposta su richiesta regionale, dopo che siano state accertate le effettive condizioni di danno da parte degli organi tecnici delle singole regioni. Si tratta insomma di una prassi abbastanza consolidata e che può sollevare le sorti di un intero settore. Tra le cause di calamità inoltre è compresa anche la siccità, conclamata e accertata quella di questa estate ci si chiede allora per quale motivo non siano stati presi provvedimenti già a settembre. Non avrebbero di certo evitato il maltempo ma avrebbero permesso agli agricoltori di sopperire ad una situazione che mese dopo mese sta diventando sempre più asfissiante.

di Stefano Blanco

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