LA FRANA DELLE SANTE CROCI COMPIE 24 ANNI E I CIMELI DELLA CHIESA TORNANO ESPOSTI IN CHIESA MADRE

Il 12 ottobre 1997 Niscemi viveva una delle pagine più emblematiche della sua storia. Prima un boato e poi la frana che coinvolse oltre all’altare e abside della chiesa sante croci anche diverse abitazioni, così in una normale notte di inizio autunno i residenti del quartiere sante croci a due passi da piazza Vittorio Emanuele assistevano al crollo di una delle chiese più antiche della città. La storia della chiesa sante croci è una di quelle storie travagliate, il crollo del 97 non fu il primo. Negli anni 40, infatti, la chiesa dovette cedere dopo una scossa, ma fu ricostruita in poco tempo Nello stesso punto in cui sorgeva il vecchio edificio. Nel 97 infine, crollo gran parte del costone sud della collina niscemese per una lunghezza di circa 3 kilometri. Oggi per fortuna si è consapevoli del fatto che il quartiere sante croci è in costante rischio di dissesto idrogeologico tanto che anche molti residenti hanno deciso di abbandonare le loro vecchie abitazioni danneggiate piuttosto che ricostruirle. Tuttavia, la terribile frana è una ferita ancora aperta per la comunità niscemese che ogni anno ne ricorda l’anniversario. Quest’anno si tratta di un’anniversario particolare dato che dopo ben 24 gran parte dei cimeli appartenenti alla chiesa sante croci sono finalmente tornati in una chiesa. In chiesa madre, infatti, da qualche mese è possibile ammirare diverse reliquie recuperate dopo il crollo e conservate per anni in un centro per anziani locale. In particolare è stata presentata ieri sera durante la messa presieduta da don massimo ingegnoso parroco della chiesa madre, l’imponente Crocifisso e la statua di Maria addolorata che in passato arricchivano l’altare della chiesa sante croci, ad esse si aggiungono le statue di san Rita e san Alfonso nonché una lapide muraria tutte esposte all’interno della chiesa madre e che per i niscemese sono il simbolo di resilienza e resistente di una chiesa che nei cuori dei cittadini non è mai crollata. Da anni l’Amministrazione sta tentando di riqualificare l’intero quartiere con l’aiuto altalenante del governo regionale. Nel 2018 una delle prime battaglie portate avanti dall’allora entrante sindaco Massimiliano Conti fu proprio quella di chiedere le Demolizioni degli immobili rimasti danneggiati, nonché dei risarcimenti spettanti agli aventi diritto. Oggi l’Amministrazione lavora e spera per il quartiere un futuro migliore magari degno del lustro di un tempo.

di Stefano Blanco

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