DISSIDI FAMILIARI, DALL’AGGRESIONE IN STRADA ALLA VENDETTA A COLPI DI PISTOLA: DUE ARRESTATI

DISSIDI FAMILIARI, DALL’AGGRESIONE IN STRADA ALLA VENDETTA A COLPI DI PISTOLA: DUE ARRESTATI

Ancora far west per le strade di Gela. Due tentati omicidi commessi nella stessa giornata. I coinvolti sono tutti parenti.   prima l’aggressione dello zio ai danni del nipote in via Bevilacqua, in una tranquilla domenica mattina, poi la vendetta  a colpi di pistola contro la cugina, viva per miracolo.   in carcere sono finiti Crocifisso Gennaro di 40 anni e Benedetto curva di 35 anni, entrambi accusati di tentato omicidio.   altri due gelesi, amici degli arrestati, sono accusati di  intralcio alla giustizia. Questa mattina sono scattati  provvedimenti di custodia cautelare emessi dal Giudice delle indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Gela.   le indagini dirette dalla Procura e  condotte dal reparto territoriale dei Carabinieri di Gela hanno consentito di ricostruire due episodi che si sono verificate nella stessa giornata. Gli inquirenti grazie alle telecamere di videosorveglianza, a testimonianze e intercettazioni hanno ricostruito quanto successo domenica due maggio, quando   i Carabinieri sono intervenuti in un’abitazione di via Annibalcaro, nel quartiere baracche. I militari dell’arma hanno  subito capito che si trattava di un episodio maturato nell’ambito di conflittualità fra due nuclei familiari tra loro legati da stretti vincoli parentali. Pare Giuseppe Curvà  qualche ora prima  avesse sparato un colpo di pistola all’indirizzo di un’abitazione, sfiorando una donna nonché cugina, dorotea Liardo,   che si trovava dietro la finestra. Solo per pura casualità il proiettile ha mancato il bersaglio e dopo aver infranto il vetro  si è conficcato  in un muro dell’abitazione. Il movente è poco chiaro, ma l’episodio sarebbe scaturito per vendetta. Infatti qualche ora prima di premere il grilletto, Giuseppe Curvà era stato aggredito in via Bevilacqua mentre si trovava in sella al suo ciclomotore. A speronarlo con l’auto sarebbe stato lo zio, Crocifisso di Gennaro in compagnia del nipote, un minorenne anch’esso indagato dalla Procura dei minori di Caltanissetta, fratello della donna a cui era stato indirizzato lo sparo. Di Gennaro lo avrebbe travolto in pieno,   e finito a terra pare lo abbia aggredito  con una catena utilizzata come frustra. Ecco perché, Giuseppe Curvà sopravvissuto all’impatto qualche ora dopo avrebbe  deciso di vendicarsi sparando all’indirizzo della donna che conserva legami di parentela anche con l’aggressore. Gli altri due denunciati a piede libero Rosario Iudice e Rosario serio, amici degli arrestati,   sono accusati di ostacolo alla giustizia. Le indagini hanno documentato che hanno esercitato pressioni e pesanti minacce sui testimoni oculari degli episodi a fine di indurli a testimoniare il falso e non collaborare con gli inquirenti. I particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa alla presenza del Procuratore Fernando Asaro, il Pm Federica Scuveri, il colonnello Ivan Boracchia e il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri Vincenzo Pascale.

di Graziano Amato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *