I CICLISTI DEL GIRO DI SICILIA SUL LUNGOMARE FEDERICO II DI SVEVIA FRA GIOIE, EMOZIONI E CRITICHE

I CICLISTI DEL GIRO DI SICILIA SUL LUNGOMARE FEDERICO II DI SVEVIA FRA GIOIE, EMOZIONI E CRITICHE

Sono partiti da avola, hanno percorso 180 km fino a Licata passando anche per Gela. Si è conclusa con la vittoria del colombiano Juan Sebastian molano la prima tappa del giro di Sicilia, che si svolge dal lontano 1907. Ideato da Vincenzo Florio fu la prima prova italiana a tappe, anticipando di due anni la nascita del giro d’Italia[2][3]. Quella del 2021 è la 25esima edizione, visto che l’evento non è stato organizzato in modo continuativo. Cinque edizioni furono svolte durante il regime fascista. Dal 1948 fu svolta con regolarità quasi annuale. Il maggior numero di edizioni consecutive si svolse dal 1953 al 1960. Quest’edizione si sarebbe dovuta svolgere ad aprile, ma la pandemia ha fatto slittare i tempi. Sono 4 le tappe previste. Quella di ieri per Gela ha un significato particolare. In migliaia si sono riversati in strada, lungo tutto il lungomare per assistere al passaggio delle bicilette. I ciclisti sono arrivati dalla strada statale 115, hanno percorso via dell’acropoli e poi tutto il lungomare Federico II di Svevia. Sul ciglio delle strade adulti, adolescenti, bambini li hanno incoraggiati e festeggiati. «nella scelta delle tappe –  ha evidenziato l’assessore regionale allo sport Manlio Messina – sono stati privilegiati quei luoghi che grazie alle loro caratteristiche paesaggistiche possono diventare occasione di promozione turistica in Italia e all’estero, grazie anche alle riprese televisive dall’alto. Ad immortalare il passaggio da Gela, le telecamere rai. Alcune via terra, altre dall’elicottero. I due cronisti si sono soffermati sulla chiesa madre e sulla torre di Manfria. Tanti i gelesi che sui social con orgoglio hanno repostato foto e video dei ciclisti e della diretta televisiva. Un evento che non capita tutti i giorni. I preparativi anche in città sono durati giorni. Eppure c’è chi si aspettava di più.   non era il giro d’Italia ed era “solo” il giro di Sicilia – ha commentato il giornalista gelese Franco Gallo –  gela  non era sede di partenza o arrivo di tappa (cosa che avrebbe reso sicuramente più appetibile l’immagine ed il ritorno economico dell’evento). Gallo ha commentato anche l’entusiasmo dei suoi concittadini. La  “fame” di grandi eventi in questa città è diventata atavica – ha scritto ancora –  a causa della scarsa programmazione e lungimiranza di chi la amministra che a lavorare sin da subito per intercettare gli organizzatori di manifestazioni sportive  affinché si proponga la candidatura di Gela come sede di partenza o arrivo di tappa di una di queste kermesse agonistico-sportive. Secondo l’opinione di molti cittadini anche durante la diretta della rai si è poco parlato di Gela, città di transito,   rispetto alle mete di partenza e arrivo, cioè avola e Licata. C’è anche chi ha criticato la gestione del traffico. Gran parte delle arterie nei pressi del lungomare sono state chiuse e  chi si è  anche soffermato sui lavori che hanno preceduto il passaggio del giro di Sicilia. La città è ripulita , il lungomare addirittura asfaltato a spese della Regione – ha commentato la consigliera di Fratelli d’Italia Sandra Bennici –  questa è la città che i gelesi vorrebbero sempre vedere e vivere mentre  l’ amara realtà è un altra !! quella di ieri è la fotografia di un momento, limitato solo alle vie della città dove è passato il tour. È sufficiente andare in giro e constatare il degrado , l’ abbandono e non avere attenzione per la sicurezza di arterie importanti. Il passaggio in città del giro di Sicilia ha comunque emozionato tanti amanti dello sport. Almeno per loro  resterà  una giornata storica.

di Graziano Amato

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