CAOS NEUROLOGIA: DALLA CHIUSURA ALLA RIAPERTURA, FRA VISITE DIROTTATE E SOVRACCARICO DEI MEDICI

CAOS NEUROLOGIA: DALLA CHIUSURA ALLA RIAPERTURA, FRA VISITE DIROTTATE E SOVRACCARICO DEI MEDICI

La sua apertura era stata annunciata qualche mese fa in pompa magna dalla direzione sanitaria. Ora il reparto di neuropsichiatria di Gela rischia seriamente di essere compromesso. È l’ennesimo capitolo di una storia che sembra surreale. Il Vittorio Emanuele continua ad essere oggetto  di tagli e ridimensionamenti. A mandare in crisi il reparto in un certo senso sono state le dimissioni del dottor. Giuseppe nibali. Qualcosa l’ha convinto a lasciare l’ASP di Caltanissetta. Pare ci siano state dei conflitti con l’ASP che l’abbiano convinto a fare un passo indietro. Sappiamo che lo stesso medico dopo aver rilasciato un’intervista a Telegela fu diffidato  lo scorso luglio dal  manager dell’ASP Alessandro Caltagirone a non diffondere notizie di qualsiasi natura agli organi di stampa se non preventivamente autorizzato. Un modus operandi consueto per il manager dell’Asp, che da tanti mesi ormai ha imposto il veto a tutti i medici. Nibali potrebbe non averla presa bene, optando per un altro incarico. Il medico, ora trasferitosi a Siracusa parla comunque di scelte prettamente personali. Da luglio ad oggi la direzione ha aspettato che la porta si chiudesse. In questi due mesi nessuno ha messo mano alla riorganizzazione del reparto. D’altronde non è soltanto la neurologia a soffrire un momento di smarrimento. Accade per urologia, priva di vigilanza attiva e chiusa la notte, dove il dottor Condorelli è rimasto da solo, con interventi dirottati a Caltanissetta ed Agrigento. O ancora chirurgia dove pare che il direttore abbia addirittura presentato un esposto al Giudice del lavoro contro il manager dell’ASP Caltagirone, ottenendo un cospicuo risarcimento. In fretta e furia ieri l’ASP ha poi comunque dichiarato che neurologia non chiuderà. Queste le disposizioni. Il dottor Granvillano è ormai in malattia da due settimane. L’unico medico in servizio al momento è la neurologa gelese Verniccio, che da due settimane, dopo aver preso atto di essere rimasta da sola ha sospeso tutte le visite ambulatoriali. Parliamo di prestazioni essenziali: prime visite di soggetti con patologie neurologiche, e dunque di prevenzione e e seconde visite che si effettuano dopo traumi neurologici come gli ictus, per monitorare il soggetto e la terapia farmacologica. La sospensione delle attività ambulatoriali ha mandato su tutte le furie i pazienti, che ogni giorno fanno sentire le proprie ragioni davanti agli uffici del Cup. Parliamo di circa 200 visite che erano state prenotate fino a dicembre. Tra questi anche l’elettromiografia e l’elettroencefalogramma, prestazioni essenziali per la prevenzione dell’ictus. Da lunedì il 50% di queste visite saranno dirottate a Caltanissetta. Dovranno essere i pazienti a proprie spese a recarsi presso il capoluogo, con tutte le difficoltà che ne conseguono. L’altro 50% dei pazienti effettuerà le visite a Gela. L’ASP ha comunque garantito l’apertura del reparto. Invierà due neurologi e due psichiatri dal Sant’Elia. Questo secondo le regole del contratto nazionale del lavoro dovrebbe tamponare la situazione per due mesi. Difficilmente prima della fine di ottobre l’ASP troverà un neurologo per il reparto di Gela, per la quale ha già iniziato le ricerche urgenti. Fino a quel momento le due figure affiancheranno la dottoressa Verniccio, presente praticamente ogni giorno. La stessa dovrà fare la sponda fra il reparto e le visite ambulatoriali, ridotte al 50%. Inoltre la vigilanza notturna sarà affidata ad un medico del reparto di medicina, sempre secondo le disposizioni asp firmate dal dottor vecchio, direttore della neurologia del Sant’Elia e capodipartimento dell’aria medica. Ma sappiamo bene che la medicina del Vittorio Emanuele è stato riconvertita in reparto Covid-19. Come farà il medico di turno a vigilare sui pazienti ricoverati e infettati a fare la sponda con il reparto di neurologia? dovrebbe spogliarsi della tuta, sanificarsi in continuazione e il rischio di infettare i pazienti neurologici potrebbe essere molto alto. Al momento è basso il numero di ricoverati in neurologia. Forse si sarebbe potuto optare per una soluzione diversa, giocando d’anticipo e avviando le procedure di assunzione prima. O ancora mantenendo le visite ambulatoriali  al 100% a Gela, chiudendo i posti letto dirottando , al massimo i pazienti , con urgenza, al Sant’Elia di Caltanissetta dopo averli stabilizzati, dove il nosocomio pare che comunque  conti ben 9 neurologici.

di Graziano Amato

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *