DA UN CAMPETTO DI CALCETTO AD UN CENTRO PADDLE A SANTA LUCIA, MA SPUNTA QUALCHE ANOMALIA BUROCRATICA

DA UN CAMPETTO DI CALCETTO AD UN CENTRO PADDLE A SANTA LUCIA, MA  SPUNTA QUALCHE ANOMALIA BUROCRATICA

Da campetto da calcio donato da Eni per i bambini del quartiere Scavone a campo da tennis paddle. È questa la trasformazione che è avvenuta alla struttura sportiva di Santa lucia. Era stata inaugurata nel 2007 per offrire un’alternativa ad uno dei quartieri più difficili della città. Ora si è trasformata in un centro sportivo frequentato da persone vicine all’Amministrazione comunale, e oltretutto pare ci siano dubbi sugli iter autorizzativi. I campetti sono stati inaugurati e sono  già operativi, gestiti da un’associazione sportiva, l’asd Santa lucia, creata di proposito dai gestori. Tra gli istruttori Fabiano Greco, nipote del sindaco, e Gaetano Granvillano. Secondo il parroco e i gestori lo scopo sociale c’è ancora, ma sembrerebbe che all’interno di una struttura d’élite del genere rimanga poco spazio per i bambini, dirottati all’interno del campo di calcio costruito nel giardino della chiesa. Ci sarebbero della anomalie autorizzative che oltretutto che farebbero pensare che senza l’interesse dell’Amministrazione un cambiamento del genere non si sarebbe mai potuto verificare. Nella richiesta ad esempio pare che era stato indicato solamente la voce generica installazione di campi polivalente e non di tennis paddle.

di Graziano Amato

 

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