“IO SONO MEDEA”, MADRE ASSASSINA VISTA DA UNA RETROSPETTIVA DIVERSA E INNOVATIVA

“IO SONO MEDEA”, MADRE ASSASSINA VISTA DA UNA RETROSPETTIVA DIVERSA E INNOVATIVA

La figura di Medea ha da sempre affascinato scrittori, poeti e drammaturghi dando vita a infinite interpretazioni e raffigurazioni. Figlia di elio e della maga circe secondo la mitologia possedeva poteri magici superiori a quelli della madre. Nel tempo è diventata uno dei personaggi più celebri e controversi di tutta la mitologia greca anche grazie alle opere di Euripide e Ovidio che la rappresentarono come una donna astuta e scaltra capace di soggiogare qualsiasi re, eroe o guerriero. A Gela ha deciso di darne un’interpretazione innovativa la regista Pamela Arces che si esibirà alle mura timoleontee  mercoledì sera col suo spettacolo intitolato “Io sono Medea”. Si tratta di una rappresentazione che cerca di andare fuori dagli schemi tradizionali dando voce ad una delle figure femminili più incredibili di tutta la mitologia classica. E lo fa trattando temi scottanti, forti e audaci per questo è stata vietata ai minori di 14 anni. Ma lo fa anche attraverso i volti e le performance di tantissimi artisti e attori locali. Un motivo in più, come se ne servissero, per andare a vederla.

di Stefano Blanco

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