E’ MORTO LUCA AGATI, NOTO FIORISTA DI 45 ANNI, AVEVA DA POCO FATTO LA PRIMA DOSE

E’ MORTO LUCA AGATI, NOTO FIORISTA DI 45 ANNI, AVEVA DA POCO FATTO LA PRIMA DOSE

Il coronavirus si è portato via l’81esima vittima gelese. Il 45enne Luca Agati non ce l’ha fatta e alle prime luci dell’alba è spirato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove era ricoverato dallo scorso 24 luglio per una polmonite da covid-19. Ha lottato come un leone, ma le condizioni del giovane si sono rivelate da subito critiche vista anche la presenza di patologie pregresse. L’uomo era tra quei ricoverati che aveva ricevuto soltanto la prima dose di vaccino, forse troppo tardi, visto che probabilmente non aveva ancora sviluppato gli anticorpi sufficienti. Attorno a lui si era stretta l’intera comunità gelese che per giorni ha pregato, nella speranza che potesse sconfiggere la bestia, che a distanza di un anno e mezzo continua ad uccidere e portarsi via i migliori. Luca Agati infatti, oltre che ad essere un papà e marito esemplare, era uno degli imprenditori più conosciuti e amati in città. Bravissimo nel suo lavoro che ha iniziato ad imparare fin da piccolo. Maestro degli allestimenti, conduceva un’azienda che portava il suo stesso nome: Luca Agati eventi campeggia ancora su decine di mezzi con la quale allestiva ogni tipo di iniziativa. Molto creativo era capace di realizzare installazioni e coreografie da favola per le cerimonie. Era molto richiesto dagli sposi, sicuri di affidarsi al più bravo per abbellire chiese e sale. Luca era conosciuto anche nel panorama regionale e nazionale, richiesto anche da tante amministrazioni comunali. Tante quelle gelesi con cui ha collaborato per anni. Dai palchi, ai gazebo fino agli addobbi floreali,   tantissimi eventi hanno portato la sua firma. Luca lascia papà Rocco, mamma Carmela, la moglie angelica i fratelli Angelo a Alessio. Un vuoto incolmabile per chi lo ha conosciuto ed amato. Mai si sarebbero aspettati che un subdolo virus lo avrebbe portato via in così poco tempo. Attorno al dolore della famiglia si è stretta tutta Gela. Da ore su Facebook è un tam tam di condivisioni.   condoglianze alla famiglia, e poi tante immagini, foto, molti pensieri e ricordi di un uomo che ha lasciato il segno. Era ben voluto e amato da tutti. Dalla pagina del Gela calcio, al presidente della Fipe Confcommercio Paolo Grimaldi ai rappresentanti delle istituzioni, tutti in queste ore commemorano  Luca Agati. Quasi tutte le foto allegate ai post lo ritraggono impegnato nel suo lavoro. “mi ricordo di te come un datore  sempre disponibile – scrive Maria grazia  – mi hai insegnato tutto. “ti avevo mandato un messaggio sperando di ricevere risposta – scrive ancora Marika – Gela ha perso un grande organizzatore di eventi. Un uomo buono e sempre sorridente. C’è poi il ricordo di chi si è affidato a lui nel giorno più importante della propria vita: “creativo e incassabile professionista – scrive Vincenzo – non conoscevi ostacoli per i tuoi progetti da creare e portare avanti. “hai reso il nostro matrimonio magico – scrive ancora Guglielmo – e poi l’amico Peppe che taggandolo scrive hai organizzato la cerimonie più bella mettendoti a disposizione in tutto e trattandomi da signore. Complimenti che Luca amava ricevere e che gli davano la forza di andare avanti, instancabilmente. Commenti che ora non potrà più sentire. Qualcuno è convinto che Luca continuerà a vivere nei ricordi vivi di chi lo ha conosciuto: “la morte è trasformazione, la sua anima resterà sempre con te e con lo stesso amore – scrive Tiziana sulla bacheca della moglie angelica nella speranza di darle forza – Luca resterà ne cuore di chi l’ha conosciuto e stimato”.

di Graziano Amato

Un pensiero su “E’ MORTO LUCA AGATI, NOTO FIORISTA DI 45 ANNI, AVEVA DA POCO FATTO LA PRIMA DOSE

  1. Non è che il vaccino ha dato una mazzata al suo sistema immunitario? Un uomo sano che muore di una malattia curabile.
    Si vaccina e prende il covid. Come è stato curato? È stato curato subito oppure lasciato a tachipirina e vigile attesa? Ora va dioda imborrirli subito di cortisone, così altra mazzata al sistema immunitario. Dovreste farle due domande, è il vostro lavoro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *