SANT’ELIA: SCOPERTI DUE FURBETTI DEL CARTELLINO. SANTA CATERINA VILLARMOSA: PIZZO SUI DIPENDENTI

SANT’ELIA: SCOPERTI DUE FURBETTI DEL CARTELLINO. SANTA CATERINA VILLARMOSA: PIZZO SUI DIPENDENTI

Scoperti all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta due furbetti del cartellino. I due dipendenti, Vincenzo Michele Grillo di 60 anni e Giuseppe Biccini di 56, entrambi addetti alla cucina, sono stati raggiunti da una misura cautelare interdittiva che prevede il divieto di svolgere attività professionale presso l’ospedale di Caltanissetta per la durata di 9 mesi. L’indagine è stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Caltanissetta e coordinata dalla procura nissena. Secondo l’accusa Biccini era in possesso del badge di Grillo. Timbrava l’entrata e l’uscita del suo collega il quale nel frattempo era assente. I due sono stati incastrati dalle telecamere posizionate dai carabinieri. Grillo a volte risultava presente ma in realtà era nella sua abitazione di Enna oppure andava a fare la spesa o altre faccende personali. I due inoltre si sarebbero appropriati di prodotti e oggetti vari sottraendoli dalla cucina dell’ospedale, caricando il tutto in una macchina. Sono stati anche documentati accessi in cucina da parte di persone estranee al reparto. Anche loro si sarebbero impossessati di pasti e derrate alimentari.

A Santa Caterina invece la guardia di Finanza ha scoperto un architetto che avrebbe costretti i propri dipendenti a restituirgli in contante, parte degli stipendi, minacciandoli di licenziamento. Al professionista, di 53 anni, amministratore pro tempore di una società, sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Dalle indagini sarebbe emersa una vera e propria contabilità occulta. L’architetto avrebbe messo in atto un collaudato sistema volto alla costituzione di fondi neri derivanti dagli importi in contanti pretesi in restituzione dalle vittime. I soldi sarebbero stati poi nuovamente investiti. Il Gip ha anche disposto il sequestro di beni per 173 mila euro, equivalente alla somma che sarebbe stata sottratta dall’imprenditore ai suoi dipendenti.

Nel corso dell’operazione, sono state perquisite alcune società riconducibili al professionista nisseno situate in provincia di Caltanissetta, a Palermo e a Mede, in Lombardia.

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