Come era prevedibile anche il lungomare di Gela, seguendo la scia di altre città Italiane, è stato preso d’assalto da tantissime persone, complice la bella e soleggiata giornata. Certo la zona gialla non limita nessun spostamento all’interno del proprio comune ma gli assembramenti continuano ad essere vietati ed è ancora obbligatorio indossare la mascherina. Nessuno condanna una passeggiata. Dopo mesi e mesi di restrizioni è comprensibile la voglia di godersi il sole sul panorama suggestivo tutto gelese e di aiutare i commercianti a ripartire. Ma con le varianti che circolano già in tante province e regioni Italiane la prudenza deve ancora fare da protagonista. Ne è convinto anche il dottor. Emanuele Giarrizzo, igienista e direttore sanitario della clinica Santa Barbara. Solo in Lombardia sono tre le provincie in cui le varianti del covid sono in fase primaria: Brescia Bergamo e Monza. In altre tre Milano, Varese e Cremona le varianti sono già entrate e sono in fase di crescita. Varianti sono state registrate in quattro provincie in Emilia Romagna, cinque in Toscana, due in Basilicata e una in Lazio, Marche, Abruzzo e Calabria. Tutte segnate su un’inquietante mappa pubblicata sul corriere della sera. In quest’ottica potrebbe trovare concretezza la proroga allo stop agli spostamenti tra regioni, discusso in queste ore dal primo consiglio dei ministri del governo Draghi. Il virus sta cambiando forma e identità e questo preoccupa il mondo scientifico.

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