Da circa 2500 anni che la civiltà assicura degna sepoltura a chi muore. Dare una degna sepoltura ai propri defunti è un atto dovuto, eppure a Gela anche questo è un diritto negato!!
E’ quanto scrive in una nota Sandra Bennici, consigliere comunale di Fratelli d’Italia.
Una città martoriata dove non trova pace nemmeno chi lascia la vita terrena. Al dolore e alla sofferenza del cittadino per aver subito una grave perdita, si aggiunge la rabbia di sapere che i propri cari sono stazionati a tempo imprecisato presso la casa mortuaria di Farello perché non vi sono sepolture.
Ad oggi sono circa 60 le salme a cui è stato negato l’ultimo saluto con una degna sepoltura, ove i propri cari possono recarsi in visita per una preghiera o per un semplice ricordo. Foscolo sosteneva che la tomba serve a custodire il ricordo dell’ estinto ,un uomo non muore mai quando ce ne un altro che lo ricorda sempre, attraverso i sepolcri il numero delle bare posteggiate in attesa di tumulazione è destinato ad aumentare se non si trova una soluzione con immediatezza.
La morte è un problema che ci riguarda tutti e priorità di ogni amministrazione dovrebbe essere quella di predisporre per tempo un programma ed un piano cimiteriale che permetta di accogliere tutti i defunti senza alcuna fila di attesa;
60 bare apparentemente uguali ma diverse tra loro …storie diverse ….accomunati da un destino beffardo, la lista di attesa… già dimenticati nella speranza che la pietà umana si accorga del loro diritto di una definitivo riposo.
Di chi la responsabilità di quanto sta avvenendo? Non certamente dei cittadini ma dell’ amministrazione comunale che non da soluzioni e che si ostina a rendere più difficile il lavoro di ogni giorno per i cittadini vivi ed ora anche per l’ultimo giorno di chi muore.
Ahime’ fin ora il primo cittadino si è presentato come il difensore dei cittadini dai soprusi e dagli atti illegittimi, questa volta contro chi dovrà difendere  questi poveri cittadini…contro L inerzia della sua macchina amministrativa…..è una vergogna!!!
Ormai gli episodi fallimentari del governo cittadino non si contano più ed era notorio per i vivi ma che non ha rispetto nemmeno dei cittadini morti è certamente una  amara constatazione…. conclude Sandra Bennici.

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