Da un lato pescatori e diportisti ormai delusi dalle promesse  politiche, dall’altro un iter  che è ancora  in ostaggio della burocrazia. Il tempo passa, il porto è insabbiato, come insabbiati sono  i cinque milioni di euro per il dragaggio e l’allungamento del braccio di ponente che risolverebbero  in parte il problema. L’assessore alle infrastrutture marco falcone l’ultima promessa l’ha fatta in una rete televisiva nazionale ad inizio anno. L’assessore ha citato  pareri  attesi dal ministero. Posizione che ha smentito ai nostri microfoni il senatore del m5s Pietro Lorefice che continua a seguire  l’iter e che è tornato  a denunciare l’immobilismo  della regione Siciliana. Granulometria delle sabbie, presenza inquinante x o y, profilo eco tossicità, ripascimento della sabbia. Sono questi soltanto alcuni degli elementi per la quale il ministero ha chiesto delle integrazioni. Il ripascimento ad esempio  ha  grande importanza per la necessità del ripristino artificiale delle condizioni preesistenti di tratti sabbiosi marini.  è quindi un’azione molto delicata e complessa e deve rispettare severe norme di attuazione a carattere giuridico e scientifico nel settore delle opere civili marittime. Secondo il senatore Lorefice eventuali errori commessi dalla regione potrebbero sia far slittare i tempi che provocare spese aggiuntive. Il comitato per il porto ha da poco chiesto un nuovo incontro con la regione.   chissà se gli enti preposti saranno in grado di comunicare buone notizie oppure serviranno sul piatto l’ennesimo boccone amaro che pescatori e diportisti  rassegnati, dovranno inghiottire.

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