SCREENING TAMPONI A BRUCAZZI FRA PARTECIPAZIONE, CRITICHE E CONFUSIONE

SCREENING TAMPONI A BRUCAZZI FRA PARTECIPAZIONE, CRITICHE E CONFUSIONE

C’era da aspettarselo, ma nessuno forse avrebbe  immaginato che ieri  cosi tanti gelesi si sarebbero recati in contrada Brucazzi. Qualcuno ha iniziato a fare la fila alle 6 del mattino. Tanta partecipazione, ma quante  critiche verso l’organizzazione della giornata: il numero dei gelesi che si sono presentati  si è rivelato superiore al numero di test rapidi forniti dall’Asp, cosi in tanti dopoaver atteso per ore  dalle 14:30 in poi sono stati rispediti indietro, perchè i tamponi  erano finiti. Molti genitori, studenti e insegnanti hanno espresso tutta la propria rabbia su Facebook verso un’organizzazione che a detta degli utenti non ha tenuto contro del numero totale della popolazione invitata, che in città tra studenti e personale supera quota 8000. Critiche rivolte anche al personale impiegato per l’esecuzione dei test, ritenuto esiguo. Qualcuno ha fatto notare che forse sarebbe stato meglio dare precedenza alle seconde e terze medie, rispetto alle superiori che rientreranno tra una settimana. Una fila lunga più di due chilometri: c’erano auto in coda su via generale cascino e su via falcone. Non sono di certo mancati i momenti di tensione tra gli automobilisti. A gestire il traffico sono stati agenti della polizia municipale, della polizia di stato e dell’esercito. Una risposta massiccia rispetto allo screening degli scorsi giorni a cui si era presentato soltanto il 25% della popolazione convocata. All’ex terminal bus si sono recati insegnanti e  studenti delle seconde e terze medie e delle superiori. 629 in totale tamponi processati ieri, 4 sono risultati  positivi: 2 studenti e 2 insegnanti. In tarda serata l’amministrazione con una nota  si è scusata per i disguidi: Abbiamo subito fatto notare che un giorno era troppo poco per una realtà come quella di Gela  – si legge – ci è stato risposto che le modalità dello screening erano state decise dalla regione, la quale aveva chiesto che venissero eseguiti 500 tamponi in ogni città. È impossibile trattare Gela alla stregua di altri comuni più piccoli, ma le linee guida erano ben precise. I cittadini hanno bisogno di sapere che possono fidarsi ciecamente di chi li guida – ha affermato greco convinto  che sarebbero serviti anche più medici ed infermieri-   la non perfetta organizzazione di questa giornata – ha continuato il sindaco –  temo abbia generato sfiducia nei gelesi, che in un momento come questo, invece, hanno bisogno di vedere che le istituzioni sono all’altezza del proprio ruolo”. Intanto il prossimo week end, da venerdì a domenica, si terranno altre tre giornate di screening, sempre in contrada Brucazzi. 

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